1. Che cos'è il bullismo?

Per bullismo si intendono tutte quelle azioni di sistematica prevaricazione e sopruso, che possono avvenire sia negli ambienti frequentati tutti i giorni dai ragazzi (com per esempio la scuola) sia online, messe in atto da parte di un singolo (o di un gruppo) nei confronti di una persona percepita come più debole. Il bullismo è un comportamento intenzionale e ripetuto nel tempo.

 

2. Quanto è diffuso il bullismo?

Secondo l'ultima indagine effettuata da Telefono Azzurro con Doxa Kids su un campione di 1.500 adolescenti e ragazzi delle scuole secondarie di primo e secondo grado, il 34,7% degli intervistati ha ammesso di essere stato vittima di episodi di bullismo, il 67,9% dei quali nel contesto scolastico. Molto diffusa una reazione di impotenza da parte dei ragazzi: se il 31,3% dei ragazzi vittima di bullismo ha reagito lasciando perdere, il 22,7% (21% dei maschi e 24,7% delle femmine) non lo ha detto a nessuno e ha tenuto segreto quanto accaduto. Il 29,9% ha invece cercato di difendersi, più di 1 su 5 (22,8%) ha avvisato i genitori, con percentuali quasi doppie tra le ragazze (30,4%) rispetto ai ragazzi (16,4%). Nonostante l’attenzione verso il fenomeno negli ultimi anni sia molto alta, l’impatto è probabilmente sottostimato: numerosi, infatti, sono i casi che non vengono alla luce e nei quali le vittime non riescono a sottrarsi alle prepotenze dei bulli.

 

3. Vittime, bulli, osservatori: chi sono i protagonisti?

Secondo una ricerca europea svolta in Italia da Telefono Azzurro su 5042 studenti di diverse scuole secondarie di primo e secondo grado, di età compresa tra i 12 e i 18 anni, la vittima di bullismo è molto spesso un bambino o un adolescente molto sensibile, che non risponde alle offese. La vittima subisce spesso prepotenze per una sua caratteristica particolare (es. disabilità fisica, peso corporeo, la religione, l’orientamento sessuale); inoltre gli studenti di origine straniera tendono ad essere maggiormente vittimizzati (30,46%).3

Il bullo è il bambino o il ragazzo che mette in atto prevaricazioni, spesso rafforzato dal gruppo dei bulli gregari (o bulli passivi), che offrono sostegno anche senza intervenire direttamente. Il 16,22% dei ragazzi ha ammesso di essere stato un bullo occasionalmente o ripetutamente4.

Come nel caso delle vittime la percentuale di bulli è più alta nel caso in cui ci siano problemi familiari. Il 40% dei bulli arrivano da famiglie con problemi di alcolismo. A differenza delle vittime, molti bulli provengono inoltre da contesti familiari nei quali vi sono problemi con la legge.

Come per le vittime, la percentuale più alta di bulli si osserva tra studenti che hanno dichiarato che la relazione con i genitori (51.28%) è pessima. Oltre il 30% dei bulli vivono in famiglie in cui discussioni e conflitti vengano risolti con comportamenti violenti.

Il 51% degli intervistati si è trovato ad osservare episodi di bullismo. Gli osservatori sono tutti quei bambini e ragazzi che assistono agli episodi di bullismo o ne sono a conoscenza. Quasi sempre, infatti, gli episodi di bullismo avvengono in presenza del gruppo di coetanei.

Gli osservatori giocano quindi un ruolo molto cruciale, poiché, a seconda del loro atteggiamento, possono favorire o frenare il dilagare delle prepotenze. Il 54% degli intervistati afferma di avere aiutato la vittima quando è capitato di assistere ad un episodio di bullismo. Di contro, però, uno su quattro degli osservatori dichiara di essere rimasto a guardare senza far nulla, mentre quasi uno su cinque è andato oltre ignorando quanto stava accadendo5. Chi non interviene lo fa per paura di diventare nuova vittima del bullo, per indifferenza o perché non sa cosa fare: nel 30,89% dei i ragazzi temevano le conseguenze dirette, mentre nel 22,74% perché pensavano che ciò che stava accadendo non fosse un loro problema. È importante però constatare che nel 35% l’aiuto non è stato offerto perché i ragazzi non sapevano come poter aiutare la vittima.

 

4. Quali sono le conseguenze del bullismo?

Nel caso del bullismo è importante non sottovalutare il problema ed agire tempestivamente, poiché le conseguenze del fenomeno sul piano psicologico, sia a breve che a lungo termine, possono essere gravi sia per le vittime, sia per i bulli e per gli osservatori.

Per le vittime il rischio è quello di manifestare il disagio innanzitutto attraverso sintomi fisici (es. mal di pancia, mal di testa) o psicologici (es. incubi, attacchi d’ansia), associati ad una riluttanza nell’andare a scuola o a frequentare i luoghi in cui questi episodi si verificano. In caso di prevaricazioni protratte nel tempo, le vittime possono intravedere come unica possibilità per sottrarsi al bullismo quella di cambiare scuola. Alla lunga, le vittime mostrano una svalutazione di sé e delle proprie capacità, insicurezza, difficoltà relazionali, fino a manifestare, in alcuni casi, veri e propri disturbi psicologici, tra cui quelli d’ansia o depressivi.
Anche i bulli vivono delle conseguenze: cali nel rendimento scolastico, difficoltà relazionali, disturbi della condotta. L’incapacità di rispettare le regole può portare, nel lungo periodo, a veri e propri comportamenti antisociali e devianti o ad agire comportamenti aggressivi e violenti in famiglia e sul lavoro.
Gli osservatori, infine, vivono in contesto caratterizzato da difficoltà relazionali che aumenta l’insicurezza, la paura e l’ansia sociale. Il continuo assistere ad episodi di bullismo offline e online può rafforzare una logica di indifferenza e scarsa empatia, portando i ragazzi a negare o sminuire il problema.

 

5. Che cosa fa Telefono Azzurro per combattere il bullismo?

Per affrontare il fenomeno del bullismo Telefono Azzurro promuove, da anni, attività di prevenzione, formazione, ascolto ed intervento. Attraverso il numero gratuito 1.96.96 e la chat presente nell’home page del sito www.azzurro.it, l’Associazione fornisce ascolto, consigli pratici ed intervento operativo in tutti i casi di bullismo e cyberbullismo.

Gli interventi formativi hanno l’obiettivo di responsabilizzare la cosiddetta maggioranza silenziosa degli spettatori, ma anche di guidare insegnanti e genitori ad una maggiore consapevolezza e a migliori strategie di intervento. Telefono Azzurro realizza da anni laboratori antibullismo all’interno delle scuole primarie e secondarie: l’obiettivo è quello di sviluppare una maggiore capacità di riconoscimento e comprensione delle emozioni altrui per agire in maniera positiva in difesa della vittima.

Telefono Azzurro è membro della commissione nazionale di contrasto al bullismo del MIUR. Nel 2010 ha siglato un protocollo di intesa con il Ministero dell’Istruzione con l’obiettivo di promuovere il benessere dei bambini e degli adolescenti nelle scuole.

Il contrasto del bullismo avviene anche con iniziative di studio, formazione e sensibilizzazione realizzate a livello europeo:

- Safer Internet Program/Connected Generations. Telefono Azzurro è uno dei partner italiani del progetto europeo Generazioni Connesse, co-finanziato dalla Commissione Europea nell’ambito del programma Safer Internet, il cui obiettivo è promuovere un uso sicuro e responsabile di Internet da parte dei più giovani. Realizzato sotto il coordinamento del Ministero dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca, il progetto ha come promotori Telefono Azzurro e Save the Children Italia, e come partner l'Autorità Garante per l'Infanzia e l'Adolescenza, la Polizia Postale e delle Comunicazioni, la Cooperativa E.D.I. e il Movimento Difesa del Cittadino.

- Partner del European Antibullying Campaign Project. Nell’ambito di questo progetto sono state sviluppate ricerche e strumenti educativi visitabili sul sito http://www.e-abc.eu/it/ Partner della European Antybullying Network (EAN), di cui fanno parte 17 organizzazione a livello europeo appartenenti a 12 Stati d’Europa. L’obiettivo di questo progetto, anch’esso finanziato dal bando Daphne III, è definire una strategia europea di contrasto del bullismo, disseminando buone prassi. http://www.antibullying.eu/it

Sul tema specifico del cyberbullismo, negli ultimi anni Telefono Azzurro si è trasformato, facendosi sempre più “tecnologico” ed adattando i suoi strumenti e le sue attività a questi cambiamenti. Diamo ascolto ai bambini, agli adolescenti e ai loro genitori che telefonano, ma anche a quelli che chattano con noi sul nostro sito (www.azzurro.it) o che interagiscono con noi su Facebook (SOS - Il Telefono Azzurro Onlus) e Twitter (@telefonoazzurro).

Da diversi anni ci occupiamo di contenuti per genitori (a questo proposito si possono consultare i consigli per genitori sul tema del cyberbullismo http://azzurro.it/it/informazioni-e- consigli/consigli/cyberbullismo/cyberbullismo-cos%E2%80%99-%C3%A8 presenti sul sito di Telefono Azzurro), nonché favorire un dialogo più aperto legato alla rete tra genitori e figli.

Recentemente, insieme a Google, abbiamo realizzato il Progetto PlayTech, nato con lo scopo di coinvolgere due generazioni (ragazzi e genitori) in un confronto aperto e una formazione reciproca sulle nuove tecnologie e sui rischi, tra cui quello del bullismo.