La cronaca italiana e internazionale ci restituiscono ogni giorno uno scenario drammatico di quel- la che è la situazione degli abusi e dei casi di sfruttamento sessuale, pedofilia e pedo-pornografia che vedono vittime decine di migliaia di bambini e adolescenti. Vittime di adulti che - come indicano i dati raccolti da Telefono Azzurro con l’attività delle linee d’ascolto ed emergenza 114 e 1.96.96 - sono nella maggior parte dei casi persone vicine a questi bam- bini: genitori, parenti, educatori scolastici, allenatori sportivi, me- dici, sacerdoti. Figure di cui i bambini sono portati istintivamente a fidarsi, e che invece procurano loro un danno psicologico incalcolabile.

 

Quella contro la violenza e l’abuso sessuale è una battaglia che sta nel dna di Telefono Azzurro da più di trent’anni, e che abbiamo da sempre condotto con una consapevolezza forte: bisogna far uscire questo dramma dal silenzio, dalle mura chiuse delle abitazioni, delle aule, delle palestre in cui questi drammi si consumano, dalla rimozione che gli stessi adulti mettono in atto per “non vedere” il fenomeno, anche quando questo si consuma sotto i loro occhi.

 

Da quando abbiamo istituito le linee d’ascolto, i bambini hanno cominciato a chiedere aiuto. Ci siamo messi in ascolto, per prima cosa. Ma non solo. Abbiamo trasformato l’ascolto il risposta, in azione. Abbiamo predisposto un sistema organico e organizzato di intervento per dare un aiuto immediato - in collaborazione con le diverse agenzie territoriali, dalle forze dell’ordine ai servizi sociali - ai casi più drammatici. Abbiamo portato nell’ambito del contra- sto all’abuso dati, conoscenze scientifiche, competenze profes- sionali fondamentali se si vuole affrontare questo tema in maniera seria, e dare un vero beneficio alle piccole vittime, che restano persone fragili per tutta la vita. Operiamo ogni giorno insieme alle istituzioni, alle università, ai media, per far crescere una cultura della tutela dell’infanzia, e in particolare delle vittime di abuso. Abbiamo tessuto un network di relazioni internazionali per attivare su questo tema una rete globale di attenzione, e la recente istituzio- ne della Child Dignity Alliance, di cui siamo promotori e che vede l’attivazione su questo tema della Chiesa Cattolica e di tante altre istituzioni religiose mondiali è un segno importante di uno scena- rio che sta cambiando. Lungo questo percorso, ci siamo trovati a dover fare i conti con un fenomeno nuovo come quello della Rete, del digitale, che ha accresciuto in maniera esponenziale i luoghi e le occasioni di pericolo per l’infanzia, e di vero e proprio abuso. Una sfida nella sfida, che ci ha visto attivi da subito, e in molti casi in maniera pionieristica.

 

Per questo, per noi, la Giornata mondiale dei bambini vittime della pedofilia non può essere solamente un momento formale, fatto di pronunciamenti destinati a cadere nel vuoto. Ma deve essere un momento di presa di coscienza vero e responsabile da parte degli adulti, di tutti gli adulti, perché in ogni momento e azione quotidiana si dica davvero «basta!» alla violenza e all’abuso.