Papà Daniele e mamma Anna hanno accolto nelle loro vite il piccolo Luca nel marzo del 2015, a Milano. Negli ultimi tempi, le cose non andavano bene fra di loro. Daniele soffriva di problemi mentali e i due avevano smesso di vivere insieme. Entrambi i genitori, però, desideravano che Daniele mantenesse un ruolo attivo nella vita del bambino.

Per quanto lo riguardava, Daniele sembrava trovarsi a suo agio nel nuovo ruolo di padre, aiutando come poteva, passando del tempo con Anna e il bambini e lavorando per dare il suo contributo economico.

Tutto sembrava a posto, fino al giorno in cui Daniele accompagnò Anna al supermercato, rimanendo da solo in auto con Luca.

Appena uscì dal supermercato e non li trovò, Anna dapprima pensò di essersi scordata dove avevano parcheggiato. Poi che Daniele avesse dovuto spostare la macchina. Ma ben presto fu presa dal panico.

Il suo bambino era sparito.

Non riuscendo a raggiungere Daniele per telefono, Anna si rivolse alla sorella Marta, che andò a prenderla al supermercato e cercò di aiutarla a capire cosa potesse essere accaduto.

Nessuna delle due credeva possibile che Daniele volesse consapevolmente fare del male a Luca, ma erano preoccupate che il suo fragile equilibrio mentale potesse mettere il bambino in pericolo.

Sapevano inoltre che Daniele non aveva con sé nessuna delle cose di base che servivano per prendersi cura di Luca, che fino ad allora era stato sempre e solo stato allattato al seno.

Venute a conoscenza della linea italiana di emergenza per i bambini scomparsi, chiamarono per denunciare la loro situazione.

Alessia, un'esperta call manager dell'116.000, avviò subito le procedure standard in caso di “sospetto di sparizione” di bambini, chiamando la stazione di polizia più vicina. La polizia fu in grado di tracciare il segnale GPS dell'auto di Daniele e si stupì nel constatare che l'auto aveva già lasciato il paese ed era ora in Francia.

Fortunatamente, Missing Children Europe aveva stabilito procedure chiare per la cooperazione oltre frontiera per casi simili a quello di Luca. La linea italiana di emergenza si mise subito in contatto con la sua controparte francese, che a sua volta informò la gendarmeria francese per proseguire nelle indagini, assicurandosi al contempo che Anna e Marta fossero costantemente tenute aggiornate.

Il tracciato degli spostamenti di Daniele mostrò che si stava spostando velocemente dal sud della Francia alla Spagna. Le procedure internazionali prevedevano anche a questa eventualità. Le linee di emergenza italiane e francesi contattarono velocemente la linea per i minori scomparsi spagnola per continuare a seguire il caso con tempestività.

Pur nella complessità della situazione, le linee di emergenza furono in grado di coordinarsi fra di loro e con le autorità dei tre paesi.

Gli sforzi per tracciare i movimenti di Daniele continuarono fino a quando la sua auto fu avvistata dalle telecamere di sicurezza di un benzinaio di Valencia e la polizia locale fu in grado di muoversi tempestivamente. Ritrovarono il piccolo Luca stanco e affamato, ma al sicuro.

La cooperazione internazionale fra le autorità dei vari paesi e delle linee di emergenza continuò a muoversi velocemente per riunire Luca e la sua mamma disperata.

Il sollievo di Anna quando riebbe con sé il suo bambino fu enorme.

Era anche molto grata per il supporto ricevuto durante il processo per il suo ritrovamento e per il senso di partecipazione che aveva avuto da parte delle persone che avevano contribuito attivamente a far tornare Luca da lei. “Grazie per le vostre parole e per il supporto emotivo durante il ritrovamento di Luca,” ha dichiarato. “La collaborazione fra tutti i servizi è stata essenziale, e io sarò per sempre grata.”