Minore Straniero Non Accompagnato

Chi sono i Minori Stranieri Non Accompagnati?

La testimonianza di un operatore della Centrale Operativa 116.000 di Telefono Azzurro. Dove ogni giorno si cerca di costruire un destino diverso per gli adolescenti e i bambini che arrivano, soli, in cerca di un futuro migliore.

 

«Minore non avente cittadinanza italiana o di altri Stati dell’UE che, non avendo presentato domanda di asilo, si trova per qualsiasi causa nel territorio dello Stato privo di assistenza e rappresentanza da parte dei genitori o di altri adulti per lui legalmente responsabili in base alle leggi vigenti nell’ordinamento italiano».

Questa la definizione che la Legge Italiana riserva alle migliaia di minori migranti, bambini e adolescenti, che rappresentano immagine ormai vivida nelle nostre menti, e nei nostri cuori. Al di là della fattispecie giuridica, chi sono davvero questi bambini e questi ragazzi? Quali sono i loro sogni? Mentre queste domande stridenti martellano la coscienza, i pc, i telefoni, la app, il sito web della Centrale Operativa 116.000 - Numero Unico Europeo Minori Scomparsi / SOS Il Telefono Azzurro Onlus sono sempre pronti ad accogliere un loro grido di aiuto, offendo pronta risposta 24 ore al giorno, 365 giorni l’anno.

Sforzandoci di guadagnare migliore comprensione, ci convinciamo sempre più che la risposta sia la più semplice: sono bambini, adolescenti. Già questo è il loro diritto e impegnativo compito: crescere! E il nostro dovere è sostenerli in questo. I Minori Stranieri Non Accompagnati (MSNA) sono persone che scalando la montagna della vita, si trovano di fronte una salita particolarmente scoscesa. Come definire il proprio percorso verso la meta mentre perdi la casa, gli affetti, mentre la vita ti strappa dalla tua terra e dalla tua identità? Mentre lotti per il cibo, la sicurezza, l’amore?Come quei traumi “premigrazione” possono guarire senza “cura”? Il sistema d’accoglienza oggi è frammentario e massificato; c’è scarsa analisi della domanda; un approccio al «caso» con scarso focus alla individualità esclusiva della singola persona; raccolte dati realizzate con metodi inefficienti e incoerenti. Una serie di inefficienze radicate e sostenute da una cultura di assistenzialismo “alla” persona e non “per” la persona che quasi sempre si traducono in una vittoria a tavolino per la via della fuga, nella speranza di realizzare il proprio sogno, di completare il proprio viaggio, quel “progetto migratorio”, o quell’iniziale pesante “mandato familiare”.

Quando un bimbo minore straniero non accompagnato scompare, nella maggior parte dei casi, non se ne avranno mai più notizie: nessuna segnalazione di avvistamento, rarissimi ritrovamenti...

Mentre tutto questo mi frulla in testa lo schermo lampeggia: “NUOVA MAIL IN ENTRATA da CC. di XXXXX ”, in oggetto: “Notifica di Scomparsa di MSNA”. Comunicazione in entrata di “scomparsa per allontanamento arbitrario di MSNA da Cooperativa XXXX”, con allegata denuncia della Responsabile della struttura di accoglienza ospitante ed allegata foto identificativa del minore, anzi dei minori scomparsi. Sono 7: 6 ragazzi e 1 ragazza, provenienti da Herat (in Afghanistan) e non più rintracciabili all’interno della struttura di assegnazione.

Li ritroveremo? Che cosa e come nei giorni precedenti ha guidato la definizione del piano di fuga? Nel gestire la segnalazione appena giunta al servizio, mi auguro che i ragazzi stiano bene e come i rari casi a lieto fine di cui ho memoria, anche questo possa essere uno di quelli.»