TELEFONO AZZURRO: QUELLO DI PORDENONE NON E’ UN CASO ISOLATO

Roma, 19 gennaio 2016 – Il caso di Pordenone mette in luce, nella sua forma più drammatica, il disagio di preadolescenti e adolescenti riconducibile a situazioni di bullismo e cyberbullismo. Dal 1° febbraio 2015 Telefono Azzurro, in seguito ad un accordo con il MIUR, è la linea nazionale per il contrasto al fenomeno del bullismo. Solo nel periodo compreso tra il 1° febbraio e il 31 ottobre 2015, attraverso la linea telefonica gratuita 1.96.96 e la chat (www.azzurro.it/chat), l’Associazione ha ricevuto quasi una richiesta di aiuto al giorno per problematiche di questo tipo, per un totale di 215 casi.

“Sui media in queste ore ci si interroga sui motivi che possono essere alla base di un gesto estremo quale quello della ragazzina friulana, sui segnali di allarme che possono essere sfuggiti – commenta la dottoressa Barbara Forresi, psicologa di Telefono Azzurrocon una riflessione che, spesso, anziché soffermarsi sul benessere dei ragazzi, si riduce ad una attibuzione di responsabilità. L’esperienza della nostra Associazione, che raccoglie ogni giorno la voce dei ragazzi, può aiutare a comprendere meglio questo fenomeno la cui rappresentazione mediatica oscilla tra i due estremi della banalizzazione e dell’enfasi eccessiva”.

Come ricerche internazionali e nazionali evidenziano, il bullismo può avere conseguenze gravissime e a lungo termine sulla salute dei bambini e degli adolescenti, ma l’intensità dell’impatto può dipendere da molti fattori. In una situazione su tre segnalata a Telefono Azzurro, esso si associa ad altre problematiche: violenze al di fuori della scuola e della rete, problemi relazionali, stati di sofferenza legati a difficoltà emotive e psicologiche.

“Bullismo e cyberbullismo, in questi casicontinua la dottoressa Barbara Forresi – pur essendo concause di primaria importanza, non spiegano completamente la sofferenza delle vittime e non possono essere affrontati in modo isolato ma richiedono una riflessione ed un intervento di natura più ampia, che coinvolge la scuola, la famiglia, i servizi socio-sanitari del territorio”.

Nell’esperienza dell’Associazione il bullismo è un fenomeno con molti osservatori, spesso coetanei della vittima, ma pochi segnali di allarme e richieste di aiuto. “Per questo motivoconclude la Forresi – nelle telefonate e nelle chat dei ragazzi che arrivano a Telefono Azzurro, la richiesta di anonimato è molto frequente: il bullismo e il cyberbullismo si accompagnano nei ragazzi a sentimenti di vergogna ed imbarazzo che, uniti all’impotenza e all’incapacità di cavarsela da soli, induce in moltissimi casi le vittime ad isolarsi e a subire in silenzio”.

Consapevole della necessità di contrastare il bullismo e prevenire conseguenze drammatiche, Telefono Azzurro da anni opera sul campo e ha promosso negli ultimi mesi diverse campagne di sensibilizzazione, come lo spot “Ferma il bullismo”, realizzato dall’agenzia Armando Testa, o avvalendosi di testimonial come John Peter Sloan e Ale e Franz. L’invito rivolto a tutti, soprattutto alle vittime e a coloro che assistono, sentono o vedono qualcosa è quello di “Non stare zitti”.

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Data Inizio Pubblicazione 
Tuesday, Gennaio 19, 2016 (All day)
Data Fine Pubblicazione 
Thursday, Gennaio 19, 2017 - 12