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Sexting


Quanto è diffuso il fenomeno del sexting in Italia?

Osservando le abitudini dei ragazzi, ci si rende conto di come lo scambio di immagini/video/testi a sfondo sessuale sia divenuto nel tempo un’espressione normale della sessualità tra i giovani - e spesso anche tra gli adulti. Il sexting è molto diffuso in altri paesi europei - solo in Inghilterra, secondo statistiche del 2013 diffuse da Childline, 1 adolescente su 4 ha inviato immagini o video del proprio corpo in atteggiamenti sessualmente espliciti - e negli anni sta crescendo anche in Italia. Da una recente indagine di Telefono Azzurro e Doxa Kids (2014), emerge infatti che il 35,9% dei ragazzi conosce qualcuno che ha fatto sexting.

Altre ricerche condotte in questi anni da Telefono Azzurro (Telefono Azzurro e Eurispes, 2012) mostrano che immagini, testi e video a sfondo sessuale vengono ricevuti spesso da amici (38,6% dei casi), dal proprio ragazzo/a (27,1%), da conoscenti (9,9%), ma in alta percentuale anche da estranei (22,7% dei casi).
Inoltre, sono state evidenziate le seguenti dichiarazioni da parte dei ragazzi intervistati:
  • Il 41,9% non ci vede nulla di male;
  • Il 16,1% si fida della persona a cui ha inviato la foto/il video che è il ragazzo/la ragazza.
  • Solo 1 adolescente su 10 lo ha fatto per fare uno scherzo (11,1%).
Tramite il sexting gli adolescenti trovano un modo spesso efficace di esprimere se stessi e attirare su di sé l’attenzione che desiderano, senza tuttavia avere la consapevolezza delle possibili conseguenze che la condivisione in rete di immagini e video intimi e privati può avere a breve e lungo termine. Chi scambia foto di sé sessualmente esplicite, soprattutto se con estranei, può inoltre utilizzare questo comportamento per superare difficoltà relazionali e senso di solitudine. 

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Sexting


Perché i ragazzi scambiano foto e video a sfondo sessuale?

Scambiare delle foto o dei video a sfondo sessuale, anche di se stessi, è un comportamento sempre più diffuso, parte dell’espressione della sessualità di giovani e adulti. E’ indispensabile, però, sapere che qualora un minorenne invii o riceva immagini sessualmente esplicite, ritraenti  se stesso o suoi coetanei, vi sono dei rischi sia sul piano psicologico che sotto il profilo legale.

Nella maggior parte dei casi le foto sono inviate da ragazzi e ragazze ad amici (38,6% dei casi), fidanzati (27,1%), conoscenti (9,9%), estranei (22,7% dei casi), per gioco: per cercare la loro attenzione, per provocarne il desiderio, per rispondere alla richiesta di una “prova d’amore”.

Scattarsi una foto nudi e inviarla sono per lo più messi in atto seguendo l’impulso e senza pensare: il fatto di essere nella solitudine della propria camera, fa sentire i ragazzi/le ragazze protetti/e rispetto all’esplorazione della propria sessualità, che avviene quindi in modo disinibito. Il destinatario può, però, fare un uso improprio del materiale ricevuto, come nel caso di un fidanzato che lo invii ad altri per vendetta dopo essere stato lasciato.

Oltre a non essere consapevoli del fatto che le foto/i video possono arrivare nelle mani sbagliate o essere diffusi contro la propria volontà, i ragazzi con meno di diciotto anni spesso non sanno di produrre e scambiare materiale pedopornografico, commettendo un reato che può essere perseguito.

Un discorso a parte meritano le altre motivazioni: secondo l’ultima indagine di Telefono Azzurro e Eurispes (2012), infatti, lo 0,9% degli adolescenti dichiara di aver inviato proprie foto sessualmente esplicite perché minacciato/a, mentre il 2,3% dichiara di averlo fatto in cambio di denaro o di una ricarica telefonica. In quest’ultimo caso, i ragazzi cedono all’adulto l’immagine del proprio corpo in cambio di oggetti di uso che desiderano avere ma che, per diversi motivi, non possono acquistare (l’ipod, l’ipad, uno smartphone, una ricarica del cellulare, vestiti, borse firmate, etc.).

Ricordiamo qui che, secondo la legge italiana, se un adulto accetta di ricevere, in cambio di denaro o altre utilità (ad es, ricariche del cellulare) foto osè da un minorenne - che gliele invia di sua iniziativa - può essere accusato di atti sessuali con minorenne che si prostituisce (art. 600- bis secondo comma). Se, invece, la persona chiede al minorenne di inviare suo foto osè in cambio di denaro o altre utilità, viene accusato di istigazione alla prostituzione minorile (art. 660-bis primo comma). In entrambi i casi, quindi, si tratta di sfruttamento della prostituzione minorile.

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Sexting


Sexting: cosa si intende?

Il termine “sexting”, deriva dall’unione delle parole inglesi “sex” (sesso) e “texting” (pubblicare testo).

Si può definire sexting l’invio e/o la ricezione e/o la condivisione di testi, video o immagini sessualmente esplicite/inerenti la sessualità. Spesso sono realizzate con il telefonino, e vengono diffuse attraverso il telefonino stesso (tramite invio di mms o condivisione tramite bluetooth) o attraverso siti, e-mail, chat.
Spesso tali immagini o video, anche se inviate ad una stretta cerchia di persone, si diffondono in modo incontrollabile e possono creare seri problemi, sia personali che legali, alla persona ritratta. L’invio di foto che ritraggono minorenni al di sotto dei 18 anni in pose sessualmente esplicite configura, infatti, il reato di distribuzione di materiale pedopornografico. 
 
 
Ma quali sono gli aspetti caratteristici di questo tipo di comportamenti?
 
  • Fiducia: spesso i ragazzi/le ragazze inviano proprie immagini o video nudi o sessualmente espliciti perché si fidano della persona a cui stanno inviando il materiale. Mostrano una scarsa consapevolezza che quello stesso materiale, se il rapporto (amicale o di coppia) dovesse deteriorarsi o rompersi, potrebbe essere diffuso come ripicca per quanto accaduto.
  • Pervasività: le possibilità che offrono i telefonini di nuova generazione permettono di condividere le foto proprie o altrui con molte persone contemporaneamente, attraverso invii multipli, condivisione sui social network, diffusione online; 
  • Persistenza del fenomeno: il materiale pubblicato su internet può rimanere disponibile online anche per molto tempo. I ragazzi, che crescono immersi nelle nuove tecnologie, non sono consapevoli che una foto o un video diffusi in rete potrebbero non essere tolti mai più.
  • Non consapevolezza: i ragazzi spesso non sono consapevoli di scambiare materiale pedopornografico.

 

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