Immagine Info E Consigli 
In Primo Piano 

Dipendenze patologiche


Per saperne di più

Hai trovato la risposta alla tua domanda?


Se non l’hai trovata, scrivici a letuedomande@azzurro.it.
Risponderemo al più presto alla tua email.
Se invece hai bisogno di un aiuto immediato chiamaci all'19696 o ch@atta con noi

Dipendenze patologiche


Consigli per adulti

Un primo approccio al problema è rappresentato dalla prevenzione. Gli adulti significativi, in particolare genitori ed insegnanti, dovrebbero cercare di valutare insieme ed in anticipo le fasi a rischio per intervenire precocemente, aiutando i giovani ad abbandonare la concezione falsa, ma purtroppo diffusa, secondo cui è possibile abusare di alcol e droghe mantenendo il controllo sulla sostanza.  

Genitori e insegnanti possono: 
  • Cercare di acquisire maggiori conoscenze su cosa sono le sostanze, come agiscono, cosa provocano, quali sono le conseguenze dell’uso o dell’abuso; 
  • Aiutare l’adolescente a comprendere i rischi connessi all’uso e all’abuso di sostanze;
  • Promuovere il più possibile interventi di peer education su questi temi, favorendo la diffusione di conoscenze e di nuove abitudini a partire dal gruppo di coetanei; 
  • Prestare attenzione ad ogni cambiamento nel comportamento dei ragazzi, al fine di cogliere  eventuali segnali di rischio o problematiche che potrebbero evolvere nell’abuso di sostanze.
 
Nel caso in cui si venga a conoscenza di una situazione problematica legata all’abuso, genitori e insegnanti possono fare molto. E’ necessario che gli adulti a loro vicini siano sensibili ad ogni manifestazione fisica ed emotiva e che sappiano prestare ascolto al linguaggio dei ragazzi.
In particolare dovrebbero:
  • prestare attenzione ai segnali sopra citati, sia diretti che indiretti, notando eventuali cambiamenti inspiegati e significativi nel comportamento del ragazzo;
  • favorire la comunicazione ed essere sempre disponibili all’ascolto e al dialogo su questi comportamenti;
  • incoraggiare comportamenti alternativi e propositivi, sostenere la formulazione di progetti futuri costruttivi e “sani”, cercando di rendere i ragazzi soggetti responsabili e attivi di cambiamento;
  • non esitare a contattare un professionista di fiducia o un esperto in problemi di abuso di sostanze, qualora ci sia la preoccupazione che il proprio figlio o un alunno abbia un problema legato all’abuso di sostanze;
  • tra gli altri è possibile chiedere un consiglio o un aiuto a Telefono Azzurro, chiamando il numero 1.96.96, oppure contattando Telefono Azzurro anche via chat, tutti i giorni dalle 16.00 alle 20.00, accedendo al sito www.azzurro.it e cliccando su “ch@tt@ con Telefono Azzurro!”.
 

Hai trovato la risposta alla tua domanda?


Se non l’hai trovata, scrivici a letuedomande@azzurro.it.
Risponderemo al più presto alla tua email.
Se invece hai bisogno di un aiuto immediato chiamaci all'19696 o ch@atta con noi

Dipendenze patologiche


Esistono segnali comportamentali?

Quando l’uso di sostanze si trasforma in abuso, gli adulti vicini al minore, genitori in primis, possono notare prima di tutto segnali diretti legati alle abitudini del ragazzo, ad esempio sigarette o cartine da fumatori tra gli oggetti del ragazzo, odore di fumo o di alcol sui vestiti o sulla persona.

Gli adulti possono inoltre osservare alterazioni evidenti nel comportamento del ragazzo: alcuni segnali fisici (come affaticamento e tosse persistente), emotivi (come perdita di interessi, irritabilità o irrequietezza motoria), sociali (come isolamento sociale e relazionale) e scolastici (come problemi disciplinari e abbandono scolastico), sebbene non sempre siano da ricondurre ad una situazione di abuso di sostanze, possono rappresentare un campanello d’allarme per genitori ed insegnanti, soprattutto se durano nel tempo e si discostano molto dal comportamento abituale del ragazzo.

Questi segnali dovrebbero essere notati il più precocemente possibile per poter intervenire in caso di necessità e prevenire il peggioramento della situazione. Infatti, in caso di abuso di sostanze massivo e prolungato, possono esservi conseguenze a lungo termine negative e pericolose per il ragazzo, tra cui problemi di salute, abbandono scolastico, rischio di incidenti o problemi con la giustizia.  

 

 

Hai trovato la risposta alla tua domanda?


Se non l’hai trovata, scrivici a letuedomande@azzurro.it.
Risponderemo al più presto alla tua email.
Se invece hai bisogno di un aiuto immediato chiamaci all'19696 o ch@atta con noi

Dipendenze patologiche


Quali sono i fattori di rischio?

Benché molti fattori possano aumentare il rischio di abuso e dipendenza da sostanze (il gruppo dei coetanei, la famiglia, le attività sociali, il genere, il carattere e alcune difficoltà psicologiche), non tutti gli adolescenti che usano sostanze diventano effettivamente dipendenti.

Secondo quanto riportato dall’Osservatorio Europeo delle droghe e delle tossicodipendenze (Oedt, 2013, Traube et al., 2012), i ragazzi maggiormente predisposti all’uso di sostanze sarebbero quelli che vivono all’interno di nuclei familiari in cui vi è una situazione di abuso da parte dei genitori e/o una situazione familiare di grave trascuratezza, che frequentano gruppi di coetanei dove si abusa costantemente di sostanze e, infine, che appartengono a contesti sociali con ridotte opportunità di svago, apprendimento e partecipazione rivolte a bambini e adolescenti.

Tra i fattori coinvolti un ruolo fondamentale è svolto dal livello di consapevolezza e dall’atteggiamento che i ragazzi hanno nei confronti dell’uso di sostanze. Secondo i dati dell’Indagine Nazionale sulla Condizione dell’Infanzia e dell’Adolescenza del 2010 (Telefono Azzurro e Eurispes), sebbene la maggior parte dei ragazzi ritenga negativo fare uso di sigarette, alcol e droghe, una percentuale non trascurabile ritiene comportamenti accettabili o addirittura positivi fumare (21, 9%), ubriacarsi (17,6%), fare uso di droghe leggere (9,9%) o pesanti (4,2%) e assumere sostanze dopanti per migliorare le prestazioni sportive (5,6%). A tale proposito, molte ricerche hanno evidenziato come comportamenti quali bere alcolici e fumare vengono percepiti dagli adolescenti come gesti emancipatori, che avvicinano al mondo degli adulti, portando i ragazzi che li mettono in atto ad assumere un ruolo di leader tra i coetanei. Diversi studi dimostrano come, nella scelta delle amicizie tra adolescenti, i “bevitori” hanno spesso più successo dei non bevitori, per cui tale comportamento a rischio viene non solo legittimato, ma anche premiato socialmente (Osgood et al., 2013). 

 

Hai trovato la risposta alla tua domanda?


Se non l’hai trovata, scrivici a letuedomande@azzurro.it.
Risponderemo al più presto alla tua email.
Se invece hai bisogno di un aiuto immediato chiamaci all'19696 o ch@atta con noi

Dipendenze patologiche


Esistono differenze legate al genere e all’età?

Emerge da molte statistiche italiane ed europee (World Health Organization, 2014) come il consumo di alcool e droghe tra i giovani cominci in età sempre più precoci, e come la diffusione di queste sostanze cresca all’aumentare dell’età. I ragazzi iniziano a bere alcolici da giovanissimi (in genere tra gli 11 e i 14 anni, ma un numero rilevante anche prima degli 11 anni) e non si limitano a riservarne il consumo alle occasioni di festa.

I risultati dell’Osservatorio Adolescenti di Telefono Azzurro e DoxaKids (2014) confermano questa descrizione del fenomeno: al 50,6% degli adolescenti intervistati capita di bere alcolici, con percentuali che vanno dal 30,8% degli 11-14enni al 66,3% dei 15-19enni, ad indicare un trend crescente con il passaggio dalla preadolescenza all’adolescenza. Se l’alcolico più bevuto a tutte le età sembra essere la birra (58,5% degli 11-14enni e il 53,6% dei 15-19enni), la situazione cambia rispetto all’assunzione di vino, più comune tra gli 11-14enni (31,7% vs 11,5% tra i 15-19enni) – generalmente consumato in famiglia - e per i superalcolici, più diffusi tra i ragazzi delle scuole superiori (34,9% vs 9,8% degli 11-14enni).

Gli episodi di ubriacatura riguardano quasi 1 su 3 degli 11-14enni (30,3%) e più di 1 su 2 dei 15-19enni (57,1%). Se tra i più piccoli il luogo privilegiato per bere alcolici viene identificato nella discoteca (64,8% degli 11-14enni vs 39,1% dei 15-19enni), il dato si modifica al crescere dell’età. Il 48,9% dei 15-19enni dichiara di assumere alcool nei locali pubblici, ad esempio bar e pub, contro il 15,6% degli 11-14enni.

Differenze nelle modalità di assunzione all’aumentare dell’età si verificano anche rispetto all’uso di droghe: il 21,1% (più di 1 su 5) dei 15-19enni dichiara di aver usato droghe, contro il 2,8% degli 11-14enni. Il 28,9% degli 11-14enni conosce almeno una persona che fa uso di droghe (il 3,9% ne conosce più di 10), ma la percentuale sale al 73,2% tra i 15-19enni (il 22,8% ne conosce più di 10) (Telefono Azzurro e DoxaKids, 2014). Inoltre, come per l’alcool, i ragazzi di diverse età sembrano avere accesso alla sostanza in luoghi differenti: se tra gli 11 e i 14 anni il luogo di maggiore utilizzo viene identificato nelle discoteche (53,4%), tra i 15-19enni viene identificato nei luoghi pubblici, ad esempio i parchi (52,4%).

Rispetto alle differenze di genere, se alcune indagini precedenti avevano ritratto le femmine come tendenzialmente più responsabili e caute rispetto all’assunzione di alcol, la recente ricerca dell’Osservatorio Adolescenti di Telefono Azzurro e DoxaKids (2014) mostra trend molto diversi. L’assunzione di alcolici risulta, infatti, più diffusa tra le femmine (56,9% delle ragazze vs. 44,7% dei ragazzi), soprattutto per i superalcolici, assunti dal 37,1% delle ragazze intervistate, rispetto al 17,4% dei ragazzi. Anche il fenomeno del poli-abuso - assunzione nell’arco di una stessa occasione di più di una sostanza - sembra essere maggiormente “femminile” (34,3% rispetto al 18,9% dei ragazzi) e molto più frequente tra i 15-19enni (40,4%) rispetto agli 11-14enni (8,6%). Se da un lato questa prevalenza può essere, almeno in parte, spiegata da una maggiore disponibilità delle ragazze ad ammettere comportamenti a rischio, dall’altro i risultati della ricerca sono in linea con quelli di studi internazionali che riportano un aumento considerevole nell’assunzione di alcolici da parte delle ragazze, per fattori che hanno a che vedere con la società, la famiglia, l’adolescenza e il singolo. L’abuso di alcolici, anche per le ragazze, rappresenta in alcuni casi un modo per gestire emozioni negative e stati di sofferenza, in altri lo strumento per cercare visibilità, alleanze e riconoscimento sociale; in altri ancora gli effetti dell’alcool vengono usati dalle ragazze in modo strumentale con obiettivi di controllo del peso: la “drunkoressia” è l’abitudine di digiunare per poi consumare alcolici, un comportamento che prevede il digiuno per compensare le calorie assunte successivamente tramite alcool (con l’effetto aggiuntivo di potenziare gli effetti inebrianti della sostanza alcolica). Questi dati non solo ci portano a riflettere sul fatto che alcuni stereotipi legati al genere debbano essere scardinati, ma meritano particolare attenzione, dato che le conseguenze dell’assunzione di alcool sono peggiori nelle femmine che nei maschi: le ragazze metabolizzano l’alcool diversamente dai maschi, raggiungono più velocemente lo stato di ubriachezza (a parità di peso e consumo alcolico) e sono maggiormente a rischio di problemi medici, ad esempio cardiaci.

L’assunzione di alcolici non è comunque meno rischiosa per i coetanei maschi: dal punto di vista neurobiologico il cervello e il corpo dell’adolescente sono in una fase di crescita e spesso non sono ancora presenti gli enzimi destinati alla metabolizzazione dell'alcool, che permettono di scomporre l’etanolo in sostanze più tollerabili per l’organismo.

 

Hai trovato la risposta alla tua domanda?


Se non l’hai trovata, scrivici a letuedomande@azzurro.it.
Risponderemo al più presto alla tua email.
Se invece hai bisogno di un aiuto immediato chiamaci all'19696 o ch@atta con noi

Pages