Bullismo


Quanto è diffuso il fenomeno del bullismo?

Nonostante l’attenzione verso il fenomeno sia alta, quantificarlo non è semplice: numerosi sono i casi che non vengono alla luce e nei quali le vittime non riescono a sottrarsi alle prepotenze dei bulli. Rispetto a parametri quali sesso ed età, emerge che il bullismo riguarda sia i maschi che le femmine, ma con alcune differenze: i maschi mettono in atto prevalentemente azioni di bullismo diretto, colpendo indifferentemente sia maschi che femmine; le femmine, invece, utilizzano forme di bullismo indiretto prendendo di mira principalmente altre coetanee femmine, con una prevalenza di episodi di diffusione di informazioni false o cattive sul loro conto. In generale, le azioni dibullismo diminuiscono al crescere dell’età.

Il fenomeno del bullismo è in crescita: secondo i dati raccolti da Telefono Azzurro nel biennio 2013-2014, a fronte di un totale di 3.333 consulenze su problematiche inerenti la salute e la tutela di bambini e adolescenti, le situazioni di bullismo e cyberbullismo riferite sono state 485, il 14,6% del totale. Analizzando l'andamento annuale degli interventi dell'associazione che riguardano questi episodi, si osserva che si è passati dall'8,4% del 2012, al 13,1% del 2013, per arrivare al 16,5% del 2014. I bambini e gli adolescenti coinvolti sono principalmente di sesso femminile e di età compresa tra gli 11 e i 14 anni, anche se è presente un'alta percentuale di adolescenti. Il 10,2% dei bambini e adolescenti coinvolti è di nazionalità straniera.

Secondo l’indagine “Osservatorio adolescenti” presentata da Telefono Azzurro e DoxaKids nel mese di novembre 2014, condotta su oltre 1500 studenti di scuole italiane di età compresa tra gli 11 e i 19 anni, il 34,7% dei ragazzi ammette di aver assistito o di essere stato vittima di episodi di bullismo (alle medie ne è vittima il 30,3%, alle superiori la percentuale sale al 38,3%)La scuola risulta essere il luogo prevalente in cui è presente il bullismo (il 34,3% dei ragazzi intervistati, infatti, vorrebbe che la scuola offrisse più protezione da violenza o bullismo), ma non è l’unico: se, infatti, per il 67,9% degli intervistati gli episodi di bullismo si sono verificati nel contesto scolastico, il 10% del campione intervistato ha invece dichiarato di essere stato vittima di bullismo nell’ambiente sportivo (13,3% dei maschi vs 6% delle femmine).

Il 31,3% dei ragazzi vittima di bullismo ha reagito lasciando perdere; il 29,9% cercando di difendersi. Più di 1 su 5 (22,8%) ha avvisato i genitori, con percentuali quasi doppie tra le ragazze (30,4%) rispetto ai ragazzi (16,4%), mentre il 22,7% (21% dei maschi e 24,7% delle femmine) non lo ha detto a nessuno e ha tenuto segreto quanto accaduto. Dalla stessa indagine è comunque emerso che di fronte a una situazione di bullismo o cyber bullismo gli adolescenti, soprattutto le ragazze, ritengono che gli aiuti da parte degli adulti siano i più utili (48,2% sul campione totale, a fronte del 20,9% che ritiene più utile un aiuto da parte degli amici).

A livello europeo è stata condotta una rilevazione di dati per consentire un confronto della diffusione del fenomeno del bullismo in vari Paesi, al fine di avere una visione più aggiornata e complessiva del fenomeno che faciliti lo sviluppo di nuovi strumenti educativi. Il progetto E-ABC (Europe Anti-Bullying-Project) <http://www.e-abc.eu>, promosso dal programma europeo Daphne III, ha riunito vari Paesi, ciascuno rappresentato da un’organizzazione nazionale che si impegna nella prevenzione del bullismo; rappresentante per l’Italia è l’Associazione S.O.S. Il Telefono Azzurro onlus.

 

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