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Abuso e maltrattamento


Cosa si intende per abuso psicologico?

L’abuso o maltrattamento psicologico implica una ripetuta modalità di comportamento del genitore (o, in generale, dell’adulto) che comunica al bambino/adolescente di essere sbagliato, senza valore, non amato, non voluto, o che il suo valore è legato unicamente alla soddisfazione di bisogni altrui.

Nello specifico, tra i comportamenti che un adulto può rivolgere a un bambino o ad un adolescente che configurano un abuso psicologico troviamo: rifiutare, terrorizzare, negare risposte emozionali, isolare.
 
La diffusione di abusi psicologici su bambini e adolescenti
Secondo ricerche internazionali , l’abuso psicologico rappresenta circa l’8% dei casi segnalati.
Nell’anno 2012, su 2175 segnalazioni pervenute al Centro Nazionale di Ascolto di Telefono Azzurro, il 5,1% ha riguardato situazioni di abuso psicologico. Su 1524 casi segnalati al Servizio 114 Emergenza Infanzia, invece, i casi di abuso psicologico sono stati il 9,6%.
 

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Abuso e maltrattamento


Cosa si intende per abuso fisico?

Si parla di maltrattamento fisico quando il genitore o le persone che si prendono cura del bambino mettono in atto violenze fisiche e gli causano danni fisici, non accidentali né determinati da patologie organiche. 
Rientrano in questa tipologia di abuso le percosse (es. calci, pugni), gli spintoni, il ricorso a cinghiate/frustate, le bruciature di sigaretta, fratture provocate intenzionalmente.

La diffusione di abusi fisici su bambini e adolescenti
Secondo ricerche internazionali, l’abuso fisico rappresenta circa il 17,6% dei casi segnalati.
 
Considerando i dati di Telefono Azzurro, nel 2012 su 2175 segnalazioni pervenute al Centro Nazionale di Ascolto, l’8,6% dei casi era relativo a situazioni di abuso fisico. Su 1524 casi segnalati al Servizio 114 Emergenza Infanzia, invece, i casi di abuso fisico sono stati il 17,7%.
 
Dal dossier dei casi gestiti dal servizio fino al 2012 è emerso che dal 2006 a oggi sono più che triplicati i casi di abuso fisico su minorenni. Solo in 8 mesi, dal primo gennaio al 31 agosto 2012, le segnalazioni al servizio 114 “Emergenza Infanzia”, gestito da Telefono Azzurro per il Dipartimento delle Pari Opportunità, sono aumentate del 3,9%, tanto che quasi una richiesta d’aiuto su cinque (il 17,1% del totale) è per abuso fisico.
Nel 2006 le segnalazioni al 114 per abusi fisici erano il 5,2% del totale delle denunce. In pochi anni sono cresciute in modo esponenziale, passando all’11,3% nel 2010, al 13,2% nel 2011 e a un allarmante 17,1% nel 2012. 
 

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Abuso e maltrattamento


Mi devo preoccupare se un bambino ha comportamenti sessualizzati?

Se l’esplorazione sessuale e del corpo costituisce un’importante e fisiologica tappa della crescita, che ogni bambino attraversa, alcuni comportamenti che si ripetono nel tempo e si manifestano con particolari caratteristiche, possono essere segnali di una situazione di stress o di disagio che il bambino sta vivendo. 

 
In particolare, è necessario monitorare e sottoporre all’attenzione di esperti quei comportamenti legati alla sfera sessuale che, in bambini al di sotto dei 12 anni , si verificano tra soggetti di età e/o sviluppo differenti o che non hanno reciproca relazione di gioco; sono sbilanciati rispetto ad altri aspetti della vita e degli interessi del bambino; sono significativamente differenti dagli altri bambini della stessa età; malgrado insistenti richieste di smettere, i bambini continuano a metterli in atto (ad es. in pubblico); provocano lamentele da parte degli altri bambini o hanno effetti negativi su di loro; sono diretti verso adulti; crescono nel tempo per frequenza, intensità o intrusività; causano dolore, disagio fisico o emotivo a se stessi o agli altri; si manifestano in un’espressione sessuale di tipo adulto; sono associati a paura, ansia, vergogna, sensi di colpa; sono preceduti, seguiti o accompagnati da rabbia e/o aggressioni verbali e/o fisiche.
 
Se un bambino mette in atto questi comportamenti, tuttavia, non vuol dire necessariamente che è stato vittima di un abuso sessuale. I comportamenti che non rientrano nel normale sviluppo sessuale del bambino, infatti, possono costituire una risposta ad una situazione stressante che il bambino sta vivendo. 
 
Un bambino che mostra questi campanelli d’allarme ha subito un abuso sessuale? 
 
I segnali comportamentali sopra menzionati sono indicativi del fatto che il bambino sta vivendo una situazione di disagio o una particolare difficoltà, ma possono prodursi in seguito a una grande varietà di eventi stressanti e non necessariamente sono riconducibili ad un abuso. Un bambino vittima di abusi, inoltre, può presentare alcuni di questi comportamenti, ma può anche non manifestarne nessuno. 
 
Tali segnali si possono manifestare in molteplici situazioni che causano disagio nel bambino (ad es. separazioni e divorzi dei genitori; altri eventi traumatici) e non sono riconducibili esclusivamente a situazioni di abuso sessuale.
 
È importante, dunque, capirli, tenendo conto della fase evolutiva che il minore sta attraversando e della grande variabilità individuale. La loro frequenza e la loro persistenza possono essere indicatori del disagio che il bambino sta vivendo: coglierli attentamente e tempestivamente è compito degli adulti di riferimento. Tuttavia che non spetta né ai genitori, né agli insegnanti, accertare se un abuso sia avvenuto o meno, ma al contrario il compito dell’adulto responsabile è quello di riferire il sospetto di abuso alle persone competenti.  

 

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Abuso e maltrattamento


Esistono segnali per riconoscere un abuso sessuale?

A dispetto di quanto sostenuto da molti, non esistono “indicatori specifici” che permettano di affermare con certezza che il bambino è stato vittima di un abuso sessuale. 

Nella maggior parte dei casi di abuso sessuale sono assenti tracce organiche segni fisici; più spesso ci si trova di fronte a segnali comportamentali più generali, aspecifici, che indicano che il bambino sta vivendo una situazione di disagio. 
La grande variabilità individuale e le differenti modalità con cui le singole persone possono reagire a un evento traumatico come l’abuso sessuale, fanno sì che non sia possibile determinare l’esistenza di una “sindrome del bambino abusato”: non è quindi possibile definire una precisa sintomatologia manifestata da tutti i bambini vittime di abuso sessuale.
 
Nel caso in cui si sia verificato un abuso, è possibile che il bambino e l’adolescente manifestino improvvisi cambiamenti, come:
  • mostrarsi insolitamente triste e solitario;
  • avere improvvisi cambiamenti nel comportamento e nelle abitudini;
  • lamentare continuamente dolori fisici che non trovano una spiegazione medica (es. mal di testa, mal di pancia);
  • comportarsi in modo particolarmente aggressivo o iperattivo; 
  • avere frequenti disturbi del sonno; 
  • avere un significativo ed improvviso calo del rendimento scolastico e dell’attenzione; 
  • mostrare persistenti comportamenti e interessi sessuali e/o seduttivi inappropriati all’età;
  • avere timore degli adulti (o di un adulto in particolare);
  • sviluppare nuove paure;
  • mettere in atto comportamenti regressivi (es. enuresi, riacutizzazione di paure presenti in fasi evolutive precedenti). 
 
Non è inoltre stato dimostrato che bambini vittime di abusi sessuali tendano a rappresentare atti sessuali, persone nude e genitali nei propri disegni più frequentemente degli altri. Occorre dunque considerare con estrema cautela i disegni dei bambini, a maggior ragione laddove costituiscano il solo campanello di allarme. 
 

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Abuso e maltrattamento


Cosa si intende per abuso sessuale?

Per abuso sessuale si intende il coinvolgimento di soggetti immaturi in attività sessuali, in assenza di consapevolezza e possibilità di scelta, in violazione dei tabù sociali o delle differenze generazionali. Le attività sessuali includono sia rapporti sessuali veri e propri, sia forme di contatto erotico, sia atti che non prevedono un contatto diretto.

Quando si parla di abuso sessuale, si fa riferimento quindi ad un evento che può variare in modo sostanziale in base alla tipologia, al grado di invasività, alla relazione che intercorre tra bambino e autore dell’abuso, alla consapevolezza della vittima rispetto a quanto accade, alla frequenza con cui l’abuso si verifica.

 

La diffusione degli abusi sessuali su bambini e adolescenti in Italia

La quantificazione degli abusi sessuali commessi su bambini e adolescenti in Italia è ancora molto lacunosa. In assenza di una banca dati a livello nazionale che permetta una rilevazione omogenea e un sistematico monitoraggio della casistica, i dati disponibili sono pochi e non esaustivi.

I dati più aggiornati a nostra disposizione sono quelli forniti dall’Istat (2014), riferiti al 2013, nel quale le denunce all’Autorità Giudiziaria sono state 523 per atti sessuali con minorenne, 155 per corruzione di minorenne, 489 per pornografia minorile e detenzione di materiale pedopornografico.

I minorenni non sono solo vittime, ma sempre più spesso autori di reati sessuali: l’ISTAT ha evidenziato come tra i reati commessi da minori nell’anno 2013, 146 riguardassero atti sessuali con minorenne (144 commessi da ragazzi e 2 da ragazze) [ISTAT, 2014] [1].

Tali numeri si riferiscono, tuttavia, esclusivamente alle denunce sporte all’Autorità Giudiziaria - e, quindi, non comprendono tutti quegli abusi che non vengono denunciati – delle quali non è possibile sapere se si siano concluse con una condanna o se, invece, i procedimenti aperti siano stati archiviati o siano terminati con un’assoluzione.

Data l’importanza di analizzare attentamente tutti i dati a disposizione, Telefono Azzurro ha svolto una ricerca sulle segnalazioni giunte alla sua attenzione nel periodo gennaio-dicembre 2014.

Su 5862 segnalazioni pervenute al Centro Nazionale di Ascolto (linea 19696), alla linea 114 Emergenza infanzia e alla chat di Telefono Azzurro, il 3,2 % ha riguardato situazioni di abuso sessuale e pedofilia.

Sono in aumento preoccupante rispetto al 2013 i casi con motivazione prevalente episodi di adescamento on-line e pedopornografia, corrispondenti rispettivamente al 14,2% e all'8% delle segnalazioni totali di abusi sessuali su bambini e adolescenti giunte al 114. Nel 2013 i casi di adescamento sulla linea 114 Emergenza infanzia costituivano il 4,9% e quelli di pedopornografia il 4,4% delle chiamate per situazioni di violenza sessuale.

 

[1] Istat (2014) Reati dei minori in carico agli uffici di servizio sociali per i minorenni per tipologia di reato, nazionalità e sesso nell'anno 2013. Tavola 6 Available from: http://www.istat.it/it/archivio/144081

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