Ogni giorno in tutta Europa più di 17 mila bambini e adolescenti si rivolgono – sempre meno con il telefono e sempre più tramite internet – ai centri di ascolto e segnalazione che si occupano della loro tutela contro tutti i tipi di abuso e di violenza.

Le organizzazioni che gestiscono tali centri, una sessantina in tutta l’Ue, negli ultimi anni si sono attrezzate per poter dare risposte più efficaci soprattutto per quanto riguarda una maggiore sicurezza nella rete, ma quotidianamente devono fronteggiare altre e nuove sfide che proprio l’utilizzo e lo sviluppo di internet impongono.

Telefono Azzurro ha accolto in questi giorni a Milano i rappresentanti di una dozzina di analoghe organizzazioni europee (Olanda, Norvegia, Belgio, Bulgaria, Repubblica Ceca, Slovacchia, Ungheria, Lettonia e Cipro, oltre ai dirigenti di INSAFE, la struttura europea che le raggruppa) per un confronto sulle rispettive esperienze al fine di creare una catena di tutela più efficace.

Obiettivo del “Cluster Meeting InSafe”, comprendere quale fra le varie soluzioni adottate sia oggi, in tempo di crisi economica, quella più rispondente dal punto di vista costi/benefici. Ma soprattutto capire quali siano i messaggi più adatti a suscitare l’interesse e il coinvolgimento di bambini, ragazzi ed adulti per far assimilare il concetto che nessuno è solo davanti ai problemi che quotidianamente si presentano ai più giovani.

Oltre alle violenze fisiche e psichiche, come è risultato evidente durante l’incontro, oggi è soprattutto la navigazione in Internet a rappresentare il pericolo maggiore per le nuove generazioni che, pur tecnologicamente preparate e pronte ad entrare in un mondo ricco di cultura e scoperte, spesso sono psicologicamente incapaci di affrontare certi tipi di realtà virtuale.

Fra i dati resi noti da Telefono Azzurro, gli oltre 17 mila casi di cui l’associazione si è occupata negli ultimi cinque anni, per problematiche che spaziano da quelle legate alla sfera emozionale (27,8%), a quelle di carattere relazionale (24,4%), ai casi di abusi e maltrattamento (19,9%) a situazioni di disagio nei rapporti familiari (14,3%) e in quelli comportamentali (5,1%). Una casistica che, purtroppo, conferma come questi problemi siano oggi ancora più evidenti, anche se spesso sottaciuti, nella nostra società.