Tutelare i ragazzi in rete? Serve dialogo

La Rete? È sempre più uno spazio di curiosità e di crescita che non va demonizzato, ma piuttosto utilizzato bene: con attenzione e responsabilità, senza spegnere nel bambino e nell'adolescente curiosità ed entusiasmo ma stando attenti ai rischi che un uso disinvolto del web può comportare, con rischi di cyberbullismo (ne abbiamo avuto una drammatica conferma proprio in questi giorni), sexting, adescamenti, furto di identità, gioco d'azzardo etc.

È uno dei messaggi lanciati da Ernesto Caffo, presidente di Telefono Azzurro, al workshop sulla tutela dei ragazzi su internet e social network, in corso a Novara, sul tema “Il web non è il Far West”.

Per Caffo «è indispensabile sviluppare azioni di sensibilizzazione volte a favorire la protezione dei bambini e l'acquisizione di conoscenze e competenze per una navigazione sicura. Ma va anche detto che, nell'era di tablet e smartphone, diventa sempre più difficile un'azione di mero controllo. Piuttosto è indispensabile, in termini di prevenzione, che i genitori costruiscano con i propri figli le premesse per un dialogo sincero, mostrando disponibilità ad ascoltarli e creando le condizioni perché questi si sentano liberi di condividere la propria vita on-line».

Scendendo nel pratico Caffo, che ha auspicato un serio coinvolgimento di tutti i soggetti interessati (genitori, educatori ma anche operatori della rete, media, aziende) si è soffermato sul ruolo di aiuto e soprattutto di ascolto delle linee di Telefono Azzurro (114, 19696, 116000 e la chat, attiva tutti i giorni dalle 16 alle 20) che «quotidianamente si impegna con i suoi operatori a favore dei ragazzi che hanno bisogno di essere aiutati, cercando di sviluppare il loro senso critico ma ancor più comportamenti pro-sociali in rete, proteggendo in questo modo se stessi e gli altri».