Anche quest’anno Telefono Azzurro, insieme a DoxaKids, ha realizzato un’indagine sul comportamento di bambini e adolescenti (dagli 8 ai 18 anni) nell’uso della Rete, le loro paure e le loro attese. Pubblichiamo qui l’introduzione del Prof. Ernesto Caffo, Presidente di Telefono Azzurro, all’indagine.

Affrontare il tanto attuale quanto complesso tema del rapporto tra ragazzi e Web pone oggi numerose sfide. Seppur la ricerca e la riflessione scientifica costituiscano un imprescindibile punto di partenza, è strettamente necessario – oggi – tradurre il piano della conoscenza in impegni condivisi e interventi concreti.

Se attraverso i numeri è possibile ottenere una fotografia della dimensione dei fenomeni, le storie dei bambini e dei ragazzi che ascoltiamo – quotidianamente e da oltre trent’anni – attraverso il nostro Centro Nazionale di Ascolto ci restituiscono il colore – spesso drammatico – dei reali pericoli che siamo chiamati a gestire, con loro e per loro.
Al di là di numeri e statistiche, infatti, la tanto celebrata e menzionata «era digitale» rappresenta un contesto problematico per l’infanzia, in cui fenomeni come l’adescamento, il ricatto sessuale, il cyberbullismo e la fruizione della pornografia sono estremamente reali.
 
L’evoluzione tecnologica è attraente, stimolante, ma necessita di abilità di governo – di una digital & media literacy – che i ragazzi spesso non hanno. La Rete è un mondo aperto e talvolta incontrollato che – proprio per questo – richiede logiche ed accordi di ampio respiro tra i vari protagonisti della tutela dell’infanzia. Telefono Azzurro si fa portavoce della necessità di siglare un patto di corresponsabilità tra professionisti, Aziende Tecnologiche, mondo accademico e società civile, Forze dell’Ordine, authorities di vigilanza, fino a giungere al Legislatore affinché le logiche – spesso commerciali – non oscurino l’obiettivo primario: la tutela dei bambini e dei ragazzi in quello che è diventato per loro un ambiente quotidiano.
Le dichiarazioni di intenti devono lasciare spazio alle azioni concrete, anche a partire dai ragazzi stessi, parte attiva di un mondo che osservano, ma che allo stesso tempo costruiscono in qualità di spett-ATTORI del Web.

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