La nostra esperienza quotidiana di ascolto e di presenza accanto ai ragazzi, unica nel panorama nazionale, che attraverso gli operatori del Centro d’Ascolto di Telefono Azzurro ci mette 24 ore su 24 a diretto contatto con drammi e situazioni di pericolo vissute da bambini e adolescenti, ci dimostra in maniera diretta e concreta, al di là di numeri e statistiche, quanto la tanto celebrata «era digitale» rappresenti un contesto problematico per l’infanzia. Cyberbullismo, pornografia e pedopornografia, adescamento, sextortion, grooming sono pericoli reali, quotidiani, che tanti dei nostri bambini vivono con conseguenze devastanti. Soli ed estremamente fragili, di fronte a tutto questo.

La tecnologia è un mondo affascinante e attrattivo, ma i ragazzi non hanno una preparazione educativa, culturale ed esperienziale che li renda coscienti dei rischi di questa loro relazione con un mondo nuovo, e per tanti versi ancora ignoto. Soprattutto, si tratta di un mondo sostanzialmente privo di regole e di controlli, uno spazio globale difficile da racchiudere nelle «normali» prassi normative governate dai singoli Paesi. Serve per questo pensare e agire in una logica più ampia, costruire un’alleanza il più possibile allargata tra tutti coloro che si impegnano per la tutela dei diritti dell’infanzia. Il congresso internazionale Child Dignity in the Digital Wolrd e la conseguente Dichiarazione di Roma hanno posto le basi di questo cammino. Ora bisogna percorrerlo, assumendosi ciascuno le proprie responsabilità.

I bambini, e soprattutto gli adolescenti, pensano infatti di poter dominare la Rete, e finiscono invece – a volte con conseguenze tragiche – per esserne vittime. Per questo, è il mondo degli adulti, dagli educatori alle aziende tecnologiche fino al legislatore, a doversi prendere la responsabilità non solo di guidare i ragazzi a un uso consapevole e sicuro di questi strumenti, ma anche di mettere finalmente in campo misure concrete – dal punto di vista dei prodotti, e della legislazione che li abilita – perché siano tutelati i loro diritti e la loro sicurezza.

I due giorni di confronto organizzati da Telefono Azzurro in occasione del Safer Internet Day pongono questa questione al centro del dibattito. Gli strumenti di tutela messi in campo, sia dal punto di vista delle tecnologie che quello normativo, a oggi dimostrano quotidianamente la loro inefficacia e inconsistenza. Lo sviluppo sempre più accelerato delle tecnologie, l’abbassamento clamoroso della fascia d’età di accesso al contesto digitale, l’eccesso di logiche cinicamente commerciali secondo le quali bambini e adolescenti sono una platea interessantissima di “consumatori”, portano a un ecosistema digitale sempre più lontano e in conflitto con i diritti essenziali dell’infanzia.

Che cosa hanno fatto, stanno facendo, intendono fare di concreto la politica, le istituzioni, il legislatore, le forze dell’ordine, le authorities di vigilanza, e soprattutto le aziende tecnologiche per impegnarsi direttamente a una road map di lavoro che metta al centro lo sviluppo di strumenti efficaci, facili da usare, che tutelino davvero i bambini in Rete e i loro diritti? La Carta di Milano e la Carta di Roma, che Telefono Azzurro con gli stakeholder del digital ha steso in occasione del SID 2016, sono una base programmatica ampia e strategica che riproponiamo quest’anno. Ma, soprattutto, vogliamo che le dichiarazioni diventino azioni concrete, e che tutti – a partire dagli stessi ragazzi – siano parte attiva di questo passaggio all’azione.

Prof. Ernesto Caffo
Presidente di Telefono Azzurro
 
Il presente editoriale è comparso sul numero 95 di Azzurro Child (SCARICALO QUI)