Le violenze e gli abusi che migliaia di bambini e adolescenti subiscono tra le pareti di casa, o di cui sono spettatori, sono drammi invisibili, che restano nella maggior parte dei casi nascosti, coperte da un muro di silenzio, di omertà, di paura. Ma aprono ferite che compromettono in maniera grave il percorso di crescita: i bambini e gli adolescenti che ricevono dai propri genitori, primo loro punto di riferimento, non l’affetto e una guida, ma percosse, violenza, anche abusi sessuali, o che anche solo respirano in casa un clima di tensione e di violenza potenziale, sono bambini destinati a sviluppare un’identità genitoriale problematica. A crescere, in generale, con una cultura della relazione e del rispetto dell’altro incompiuta.

Le migliaia di richieste di aiuto che ogni anno, quotidianamente, Telefono Azzurro riceve attraverso le proprie Linee d’ascolto ci danno il senso e la profondità di questo disagio, che nessuna statistica è in grado di rendere in maniera compiuta. E, oltre a spingerci a rafforzare, a rendere sempre più ampio ed efficace i nostri strumenti di ascolto, di risposta, di intervento, amplia la nostra riflessione su due aspetti mai come oggi tanto urgenti.
Da un lato, la necessità di impegnarsi per diffondere la «cultura dell’aiuto», permettere e garantire ai bambini di poter avere dei punti di riferimento sicuri, accoglienti, cui rivolgersi in caso di disagio o – a maggior ragione - di pericolo. La cultura dell’aiuto, quel «non stiamo zitti» che abbiamo focalizzato in uno slogan esortativo, deve diventare un elemento diffuso, un vero e proprio diritto per l’infanzia. E deve diventare un dovere e un impegno per il mondo adulto, che deve saper garantire ai più piccoli questo diritto. 

In secondo luogo, va rafforzata negli adulti, presso le reti territoriali, nei diversi ambiti educativi, nei contesti che sono più vicini al mondo dell’infanzia, la capacità di cogliere i segnali di disagio di bambini e adolescenti, per far sì che i loro silenzi e le loro angosce si trasformino in ascolto, in dialogo, e quindi in aiuto. Avvertiamo, in maniera drammatica, come la famiglia sia un soggetto sempre più fragile, sempre più sotto scacco: la disoccupazione, situazioni di degrado sociale, l’impoverimento dell’istruzione, il fenomeno nuovo dell’innesco di nuove culture altre ricadono sulle famiglie e sulle tensioni sempre più esplosive che si creano all’interno. Si tratta di una situazione «di contesto», che non può essere affrontata solo attraverso le leggi o il presidio delle forze dell’ordine. Serve un impegno più ampio, che ci chiama in causa, e chiama in causa tutti.

«fiori d’azzurro» che sabato 14 e domenica 15 aprile porteremo in 1.700 piazze italiane sono una testimonianza del grande impegno attraverso il quale ciascuno – accanto a noi - può fermare il dramma delle violenze domestiche. Perché nessun abuso, nessuna violenza subita dall’infanzia rimanga ancora inascoltata.

Prof. Ernesto Caffo
Presidente di Telefono Azzurro


Il presente editoriale è comparso sul numero 96 di Azzurro Child (SCARICALO QUI)