Non dimentichiamoci dell’infanzia

Novembre è un mese speciale per l’infanzia.

Tutto il mondo, il 20 novembre, dovrebbe fermarsi un attimo e ricordare che 24 anni fa l’Assemblea Generale delle Nazioni Unite approvò la Convenzione sui Diritti dell’Infanzia.

Lo strumento che da allora fa da punto di riferimento per tutte quelle che sono e che dovrebbero essere le politiche messe in atto dai Governi per tutelare i diritti di bambini e adolescenti.

Ho usato molti verbi al condizionale, perché al di là delle ricorrenze e degli anniversari, se guardiamo che cosa nel nostro Paese è stato fatto per garantire questi diritti possiamo solo dire: si poteva fare di più.

Mentre da una parte il mondo del non profit combatte ogni giorno per costruire progetti, iniziative, programmi di medio e lungo periodo per strutturare politiche di intervento e di tutela dell’infanzia, a livello istituzionale tutto questo mondo rimane ai margini del dibattito.

Alla politica l’infanzia non interessa, verrebbe da dire.

Nonostante l’attuale legislatura sia operativa da quasi un anno, non si è ancora insediata la Commissione bicamerale sull’infanzia.

Il Garante per l’Infanzia non sembra avere voce in capitolo nelle decisioni politiche.

Anche di fronte a situazioni tragiche, come i recenti sbarchi di migranti sulle coste Italiane, al di là della commozione momentanea il tema di come accogliere, proteggere e integrare le centinaia di minori non accompagnati non viene affrontato in nessuna sede.

Si fa tanto clamore, si approntano soluzioni d’emergenza, momentanee, ma quali sono poi i percorsi sul medio termine?

Per non parlare della situazione, altrettanto grave, dell’abbandono scolastico che riguarda ogni anno decine di migliaia di adolescenti italiani, fonte di un disagio che porta a un’escalation di violenza tra ragazzi, come dimostrano i casi di bullismo sempre più numerosi, e sempre più gravi.

Il bilancio che possiamo fare, in vista del 20 novembre, è che in Italia quella dell’infanzia è una “realtà dimenticata”.

Ci stiamo dimenticando del nostro futuro, e questo non è tollerabile. Telefono Azzurro, il 23 e 24 novembre, sarà in oltre 1.300 piazze italiane per ridare un volto a questa infanzia.

Per renderla visibile, per raccontare quali sono i bisogni e le attese cui bambini e adolescenti vogliono dare voce.

Vi aspettiamo. Non dimentichiamoci dei nostri ragazzi.