Bullismo e Cyberbullismo - Non stiamo zitti

A maggio del 2016, Lucia (tutti i nomi sono di fantasia), dodici anni, prende il coraggio a due mani e invia una richiesta d'aiuto chiamando la linea 1.96.96 di Telefono Azzurro: “Da due anni Greta mi prende di fronte al gruppo, si diverte a mettermi in imbarazzo davanti a tutti... non le piaccio come persona... lo fa per cose stupide ma fastidiose... pensa di saperne più degli altri, di essere la migliore e pensa che gli altri sono tutti invidiosi di lei... con alcuni non vuole avere a che fare, mentre si circonda di altri, antipatici come lei, che le stanno sempre intorno e la sostengono... per sciocchi motivi lei mi insulta e coglie sempre l'occasione per farlo... l'anno scorso cercava di essere più gentile adesso neanche mi guarda...”.

Non solo, le prese in giro continuano anche sul gruppo WhatsApp della classe. La situazione va avanti dalla prima media, ma Lucia è timida e anche adesso è ritrosa e fa fatica a raccontare la sua storia: “Greta ed io ci conosciamo dalle elementari ma allora eravamo in classi diverse... però già allora...” la voce si interrompe. L'operatrice di Telefono Azzurro rimane in ascolto, senza forzarla a parlare. “L'ho conosciuta in bagno,” continua Lucia, “e da quel momento cercavo di evitare di andarci... Ora che siamo in classe insieme, però, mi ha preso di mira... in classe lo fa con me e la mia migliore amica... con gli altri no… però una volta una di loro è caduta e tutto il gruppetto è scoppiato a ridere, nessuna l’ha aiutata e siamo andate io e la mia amica a chiederle se aveva bisogno di aiuto”.

Ancora una pausa, poi Lucia riprende a raccontare: “Guarda, io preferirei essere ignorata da tutti, piuttosto che essere sempre al centro delle critiche... e lei allora mi isola, mi esclude dalle discussioni e dai giochi. Anche sul gruppo di classe di WhatsApp Giada non mi risparmia, si diverte a fare a fare la superiore con me… nei gruppi se c'è lei cerco di non parlare…”.

E tu che cosa fai, Lucia, come cerchi di reagire?” le chiede l'operatrice.

Cerco di mantenere la calma ma mi scoccio e dopo un po' le rispondo male... Greta allora chiama i professori... quando proprio sono molto triste a volte mi metto a piangere in classe davanti ai compagni… i professori di solito non ci sono quando succede”.

Per questo motivo Lucia non ha mai coinvolto i professori, a suo parere non la caouscono. “Non me la sento di dirlo ai professori… anche perché il prof. di italiano sa che io e Greta siamo così… ieri durante il tema di italiano, una mia compagna ha commentato ad alta voce una parola che avevo scritto sulla lavagna durante l’intervallo… Greta ha detto, con disprezzo accusandomi davanti a tutti, l'ha scritto Lucia… ma tutte avevamo scritto alla lavagna… sono scoppiata a piangere e il prof. mi ha detto di calmarmi e di andare in bagno per un quarto d'ora... gli altri prof. non sanno nulla credo, il prof. di italiano ci conosce meglio... il Dirigente è nuovo e non penso che conosca questa situazione, io non gliel’ho detto…”.

E i tuoi genitori?” le chiede l'operatice.

La mamma sa che non vado d’accordo con Greta ma dice di non darle peso… se i miei genitori andassero a parlare con i prof. non servirebbe a niente perché, conoscendo Greta, se ne fregherebbe... non penso di dire alla mamma e al papà che vi ho chiamati... magari pensano che non è una buona idea…”.

Lucia era sembrata man mano più calma, man mano che raccontava, ma ora che si ricorda gli episodi di bullismo di cui è stata vittima, torna triste e piange. Con un filo di voce aggiunge: “gli altri non la contraddicono mai... in quelle occasioni mi sento nessuno... mi sento sbagliata... se lei e le sue amiche mi ignorano lo preferisco, sono tranquilla... Quando non c'è Greta mi sento bene... a scuola ho altri amici, nell’intervallo parlo con loro... in classe c'è la mia migliore amica ma anche lei non è gradita da Greta...”.

Greta, che cosa pensi che possa fare Telefono Azzurro? Perché ci hai chiamati?” le chiede l'operatrice, per incoraggiarla.

Mi… Mi aspettavo di parlarne con qualcuno ma non pensavo di poter ricevere anche un aiuto... ho scoperto il vostro numero perché qualche mese fa abbiamo fatto un laboratorio sulla sicurezza in internet con voi di Telefono Azzurro e ci hanno detto che potevamo chiamare…”.

Alla luce del lungo racconto di Lucia, l'operatrice le propone di parlarne con il Dirigente scolastico, passando attraverso il MIUR, di modo che sia lui sia i docenti siano messi a conoscenza della situazione. In questo modo si potranno fare degli incontri per sensibilizzare la classe sulle conseguenze del bullismo.

Ma... e se Greta lo viene a sapere che vi ho telefonato?”

Non ti preoccupare. Ti sosterremo.”

Dopo un momento di titubanza, Lucia finalmente si convince. Dice anzi di aver bisogno di tutto l'aiuto possibile.

Il Dirigente scolastico, contattato tramite il MIUR, accetta subito di mettere in atto nella classe delle azioni educative di sensibilizzazione sul tema del bullismo e del cyberbullismo, rispettando la richiesta di Lucia di mantenere la riservatezza sul fatto che la richiesta di aiuto è partita da lei.

 

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