Lisa, vittima di bullismo alla Scuola Primaria

Bullismo Scuola Primaria LisaAll'inizio di settembre del 2015, la signora Giada, mamma di Lisa, 9 anni, segnala una situazione di bullismo verbale ai danni della figlia da parte di un compagno di classe.

Difficoltà a scuola, racconta la mamma, Lisa le aveva avute sin dal primo anno di scuola quando, appena trasferitasi con la famiglia dalla città a un piccolo comune di provincia, aveva fatto fatica a inserirsi nella classe, sentendosi “emarginata ed esclusa”.

La bambina mostrando anche sintomi fisici di disagio e una crescente disistima, “ha iniziato a dire che era brutta, che era grassa e che non era capace di fare niente” e a rifiutarsi di andare a scuola.

Dal confronto con gli insegnanti, non emergono conferme circa i comportamenti del presunto bullo, ma solo delle osservazioni sul fatto che Lisa, a loro dire, sembra “vivere nel suo mondo incantato”, “estraniarsi” dal gruppo e reagire in modo eccessivo, “ingigantendo” le situazioni vissute nei rapporti con i compagni.

La situazione degenera ulteriormente quando i genitori di Lisa, per cercare di risolvere i problemi della figlia, si confrontano con i genitori del presunto bullo, generando un muro contro muro e un aggravarsi della situazione della figlia a scuola. Negli anni, i genitori provano anche a chiedere il trasferimento di Lisa a un altro istituto, senza successo.

Durante l’ultimo anno della Primaria, il disagio di Lisa si accentua: la bambina mostra un calo nel rendimento e si sente spesso male al mattino, rifiutandosi di andare a scuola e arrivando persino a parlare di suicidio.

Dal racconto della signora Giada, emergono episodi inquietanti, avvenuti nel corso dell’ultimo anno scolastico. Un episodio in particolare ha luogo nell'oratorio del paese e viene riportato dagli stessi compagni di classe di Lisa all’insegnante, ma raccontandolo come se Lisa fosse dalla parte del torto: “Lisa era all’oratorio e c’erano sempre gli stessi bambini [compagni di classe] che la offendevano… lei ha acceso la videocamera del telefonino per riprendere le offese… un bambino se ne è accorto e l’ha spintonata contro il muro… è tornata a casa con i lividi sulle gambe e sul braccio il segno di un pizzicotto… i bambini lo hanno raccontato a scuola e la maestra ci ha chiamato per sottolineare la gravità di quello che ha fatto Lisa che si è permessa di riprendere gli altri bambini”. L’episodio provoca reazioni negative anche da parte degli altri genitori, che accusano ingiustamente Lisa di postare su Facebook immagini dei compagni.

In questo caso, Telefono Azzurro consiglia alla madre di riferirsi all’Asl per la richiesta di un supporto psicologico per l’intero nucleo famigliare.

Dopo alcuni giorni, la mamma di Lisa comunica con grande sollievo che c'è stato un primo colloquio con uno psicologo dell’Asl, secondo il parere del quale la figlia non necessiterebbe di un percorso psicoterapico; lo psicologo consiglia invece un percorso di tipo familiare e i genitori lo accolgono con grande disponibilità.

Dopo questo intervento, Telefono Azzurro si attiva per mettere in contatto diretto il MIUR con la scuola di Lisa. La signora Giada accetta.

La scuola risponde tempestivamente alla richiesta pervenuta da Telefono Azzurro attraverso il MIUR e mette in campo degli interventi volti a migliorare il clima nella classe di Lisa.

Nella primavera del 2016, la signora Giada informa con entusiasmo e gratitudine Telefono Azzurro che grazie al suo intervento la scuola si è mossa realizzando interventi risolutivi per il benessere dell'intera classe e che ora sua figlia ha ritrovato la gioia e la serenità dell’andare a scuola.