Rischiano la vita tutti i giorni, sfruttati, senza alcun diritto, spesso coinvolti in traffici illeciti eambienti criminali. Sono ancora tantissimi – 168 milioni, secondo i dati dell’International Labour Organization – ibambini lavoratori in tutto il mondo. Di questi, 85 milioni sono impegnati in lavori pericolosi.

A confermarlo sono i numeri della linea 114 Emergenza Infanzia, diffusi da Telefono Azzurro in occasione del 12 giugno, Giornata Mondiale contro il lavoro minorile. Solo nel 2015 sono stati 60 i casi di lavoro minorile segnalati, con diverse problematiche alle spalle, ma accomunati da una drammatica costante: l’abbandono scolastico, a cui si affiancano varie forme di disagio familiare e personale.

Il 70% dei casi riguarda situazioni di accattonaggio, vera e propria forma di sfruttamento e schiavitù. Seguono le chiamate per situazioni di sfruttamento della prostituzione minorile (15%) e altre forme di lavoro (15%).

Le richieste di aiuto e intervento giunte al servizio 114 coinvolgono per lo più bambini di nazionalità straniera(70,6%), per la maggior parte femmine (56,1%, mentre nel 2015 erano di più i maschi, nel 55% dei casi) della fascia di età compresa tra 0-10 anni (69,8%). Sono bambini che vivono nel 35,1% dei casi al Nord, nel 33,3% al Sud e Isole e per il restante 31,6% al centro Italia. Rispetto alla localizzazione geografica, si registra un’inversione di tendenza rispetto agli anni scorsi: mentre in passato le situazioni di accattonaggio erano registrate in particolare al Sud, sempre più spesso si evidenzia un’equa distribuzione di segnalazioni su tutto il territorio nazionale.

Le segnalazioni avvenute nel 2015 evidenziano, inoltre, come i presunti responsabili siano in particolare genitori o conviventi (78,6% delle segnalazioni). Nel 14,6% dei casi, invece, si tratta di estranei o altri (7,2%).

 

“Il lavoro minorile è un fenomeno ancora troppo diffuso in tantissimi Paesi del mondo compresa l’Italia. Un dramma difficile da monitorare, contro il quale sono necessarie azioni di contrasto più decise e urgenti”, ha commentato Ernesto Caffo, Presidente di Telefono Azzurro e professore ordinario di Neuropsichiatria infantile, “Il lavoro minorile e lo sfruttamento del lavoro minorile rappresentano una nuova forma di schiavitù, in cui nessun diritto è riconosciuto ai bambini e agli adolescenti, in primis il fondamentale diritto all'educazione e al percorso scolastico. L'intervento è particolarmente complesso poiché il fenomeno si intreccia con quelli della povertà, dello sfruttamento sessuale, dei minori stranieri non accompagnati, dei traffici illeciti e della tratta. La crisi economica e l’emergenza immigrazione stanno aggravando una situazione già al limite. Telefono Azzurro da anni si impegna in prima linea per combatterlo con azioni incisive, in particolare attraverso il servizio 114 Emergenza Infanzia, strumento di intercettazione e di intervento rispetto a situazioni di lavoro minorile, sfruttamento del lavoro, riduzione in schiavitù e tratta”.