Quelli che Telefono Azzurro si trova ad affrontare ogni giorno, a partire dall’ascolto dei bisogni, delle paure, delle emergenze di bambini e adolescenti che chiamano le nostre linee e che incontriamo sul territorio, sono temi grandi e drammatici. Temi che svelano contesti e situazioni nelle quali l’infanzia si trova a essere vittima: vittima di abusi consumati nel silenzio, tra le pareti domestiche, vittima di violenze che nascono e si consumano in Rete, ma hanno spesso tragiche conseguenze nella vita reale, vittima di fenomeni antichi eppure sempre (purtroppo) attuali come lo sfruttamento e la tratta, che vedono coinvolti in particolari gli adolescenti migranti che a migliaia arrivano in Italia non accompagnati e subito svaniscono nel nulla.

Temi grandi e decisivi, che ci troviamo ad affrontare – come Paese – in un momento in cui le Istituzioni stanno attraversando una fase estremamente confusa. Facendo così venire a mancare quella necessaria attività e capacità di coordinamento sia delle risposte, sia dei soggetti che, come Telefono Azzurro, hanno risposte da mettere in campo. Il non profit, ma anche la scuola, le realtà educative territoriali, le associazioni sportive sono tutti soggetti – insieme naturalmente alle famiglie – ben consapevoli che per dare risposte reali, concrete, efficaci a un’infanzia sempre più fragile è necessario un lavoro di rete, una collaborazione quotidiana e strategica. Un’attivazione che non può attendere le indecisioni, le incertezze e – purtroppo – gli egoismi della politica, che sembra ancora non aver preso coscienza dell’importanza di mettere al centro dell’agenda le questioni chiave dell’infanzia, di quei giovani e giovanissimi che troppo raramente vengono considerati una risorsa per la comunità. 

I dati dello spread e del debito pubblico preoccupano, e sono preoccupanti, è vero. Ma come Telefono Azzurro abbiamo dati altrettanto preoccupanti se non drammatici, che in più di un’occasione anche solo negli ultimi due mesi abbiamo portato all’attenzione delle Istituzioni e dei media. Mi riferisco ai dati relativi al numero di bambini che subiscono violenze e abusi sessuali, che abbiamo presentato in un Dossier lo scorso 5 maggio in occasione della Giornata nazionale contro la pedofilia e la pedopornografia. O quelli relativi ai bambini e agli adolescenti scomparsi, tre ogni settimana, numeri che crescono esponenzialmente se si considerano i pochi dati disponibili di un fenomeno sommerso come la scomparsa dei minori stranieri non accompagnati, che finiscono vittime di tratta e sfruttamento. 

Sono questi i numeri su cui chiediamo attenzione e risposte. Ed è a partire da questi numeri che si dimostra come lo scenario all’interno del quale Telefono Azzurro si muove e opera è estremamente complesso, necessita di un lavoro di rete, ma soprattutto richiede certezze e la possibilità di elaborare visioni strategiche, non rincorrere le emergenze ma porsi come riferimento sicuro e competente rispetto ai bisogni. Non c’è davvero più tempo da perdere.

Prof. Ernesto Caffo
Presidente di Telefono Azzurro
 
Il presente editoriale è comparso sul numero 97 di Azzurro Child (SCARICALO QUI)