Nella giornata dell’8 novembre, Telefono Azzurro ha preso parte all’inaugurazione del 63° anno accademico presso la Pontificia Facoltà di Scienze dell’Educazione Auxilium. La cerimonia è stata caratterizzata, tra gli altri, dall’intervento del presidente di Telefono Azzurro, Ernesto Caffo, che ha presentato una relazione dal titolo «Vivere ed educare in una società connessa: opportunità e rischi della Rete. Quali interpellanze per la formazione degli educatori?».

«Le nuove tecnologie e Internet permeano la vita dei ragazzi e delle famiglie – ha esordito il professor Caffo. Internet influenza non solo i processi di costruzione dell’identità e di gestione dell’immagine di sé, ma anche le modalità educative, abitudini e scelte di ogni giorno».

Il tema della rete ed i rischi che essa pone verso le categorie più vulnerabili è cruciale in un dibattito, quello sulla tutela di bambini ed adolescenti, che subisce una fase di evoluzione verso la quale è doveroso uno sforzo di comprensione inevitabile. «Perché oltre 800 milioni di giovani nel mondo – ha sottolineato il Professore – sono potenzialmente esposti a nuove forme di violenza e abuso: cyberbullismo, sexting, sextorsion e adescamento on-line». La presentazione si è focalizzata su alcuni dati che delineano uno scenario il cui trend è in preoccupante ascesa. Come, ad esempio, quello relativi alle segnalazioni di casi di pedopornografia, passate dal 3,3% delle chiamate ricevute dalla linea 1.96.96 nel 2015 al 4,3% nell’anno successivo. Internet, ormai, è diventata una fonte privilegiata per i più giovani, anche per quanto riguarda la stessa raccolta di informazioni. Sotto questo punto di vista – secondo dati di Telefono Azzurro e Doxa Kids del 2017 -  il 76% dei giovani cerca informazioni di cui ha bisogno su internet, il 22% sui social e solo il 15% sui i giornali e sui libri.

Nella relazione si è fatto riferimento alla conferenza internazionale “Child Dignity in the Digital World”, ospitata dal Centre for Child Protection (CCP) della Pontificia Università Gregoriana, in partnership con WePROTECT e Telefono Azzurro. «L’evento – che ha visto la partecipazione di più di centoquaranta esperti internazionali a livello accademico, economico, politico, della società civile e del mondo religioso – si è basato su tre direttrici principali: la comprensione del fenomeno, la riduzione dei rischi e l’elaborazione di risposte concrete» ha affermato il Presidente. Evento che si è concluso con il lancio della Dichiarazione di Roma, un appello ad agire che chiama in causa istituzioni, policy-makers, imprese, operatori di settore, nonché un invito ad un maggiore coinvolgimento di educatori, genitori ed insegnanti. Un’azione su più piani e fondata sulla cooperazione di vari soggetti, con la consapevolezza che  «è  necessario elaborare linee guida e buone prassi, servizi di ascolto e consulenza specialistici, per assistere le vittime» sostiene il professor Caffo.

Telefono Azzurro, da parte sua, è coinvolta in una serie di progetti su questa delicata tematica. Tra questi il progetto Safer Internet Center (SIC), finanziato dalla Commissione europea e coordinato dal Ministero dell’università, dell’istruzione e della ricerca, che si pone l’obiettivo di promuovere un uso sicuro e responsabile di internet da parte dei più giovani. Parallelamente, l’Associazione svolge ricerche periodiche e produce pubblicazioni, tra le quali merita una specifica menzione in questa sede l’e-book dal titolo Il Nostro Post(O) Nella Reteuna guida per orientarsi in rete e poterne cogliere rischi, prospettive ed opportunità.