I bulli fanno piangere Valerio

Valerio ha 12 anni e frequenta la seconda media. Dall’inizio dell’anno, un gruppetto di compagni lo ha preso di mira e ogni giorno all’intervallo lo offendono con un tono di voce acuto, ridono di lui, e mimano con movenze leggere al suo passaggio dei passi di hip hop.

Sì perché Valerio si è da poco iscritto a un corso di ballo hip hop: il calcio non gli piace, il basket neppure e nemmeno le arti marziali lo interessano. La mamma, vedendolo tornare sempre da scuola triste o addirittura in lacrime, chiama il numero 196.96 di Telefono Azzurro: «Mio figlio è sempre più triste, non mangia, si isola, non vuole più andare a scuola. Spesso piange senza un apparente motivo». La signora spiega all'operatrice di essere molto preoccupata, ma ha anche paura ad "esporsi", andando a parlare con il preside o con gli insegnanti della situazione: pensa che il coinvolgimento della scuola possa aggravare la situazione.

L’operatrice le spiega invece l’importanza di un’azione e di un intervento con la scuola, perchè il bullismo non si combatte stando in silenzio. La si invita a parlarne dapprima con un insegnante e successivamente con il dirigente scolastico per stabilire linee condivise di intervento.

Dopo qualche settimana, la mamma di Valerio richiama Telefono Azzurro: la scuola si è dimostrata sensibile al problema e attenta al benessere di Valerio, attivando un progetto di prevenzione del bullismo in alcune delle classi e per Valerio un supporto ed un sostegno presso lo sportello di ascolto della Scuola.