In occasione della "ENABLE 2 ACT Conference" che si è tenuta a Zagabria il 21 e 22 settembre 2016, Telefono Azzurro ha presentato il proprio modello operativo di gestione dei casi di bullismo e cyberbullismo e in particolare la convenzione firmata con il MIUR, quale esempio di collaborazione tra pubblico e privato nella gestione attraverso il medesimo modello di riferimento di questo tipo di casistica.

Ecco un esempio dell’operatività di Telefono Azzurro nella lotta al bullismo.

 

“Sono stanco di essere provocato, vi prego aiutatemi a capire come mi devo comportare. So che reagire male è sbagliato ma non ce la faccio davvero più”. Emanuele è un ragazzo di quindici anni che chatta con Telefono Azzurro per raccontare la propria situazione.

Descrive le continue prevaricazioni subite da due ragazzi che, come lui, frequentano un collegio per studenti fuori sede: “entrano in camera mia, senza il mio permesso ed anche se ci sono io dentro, aprono gli armadietti, mangiano le mie cose, come se fossi trasparente… lo fanno soprattutto di sera quando dovremmo essere tutti a dormire nelle stanze”. Emanuele racconta spaventato “sono mesi che lo fanno, l’altro giorno in mensa mi hanno minacciato con una forchetta di non dirlo agli educatori. Ho trovato il coraggio di scrivere perché negli ultimi giorni sta succedendo più spesso, ieri uno di loro mi ha sputato e io mi sono sentito una nullità. Non mi sento al sicuro qui”.

L’operatrice rinforza la scelta di Emanuele di chiedere un aiuto, sottolineando quanto ciò sia segno di forza e non di debolezza “ne ho parlato con l’educatore del mio piano, sono stati richiamati più volte ma il loro sguardo beffardo non cambia quando ci incontriamo… sembra che mi vogliano dire che non ho scampo”.

Si approfondisce il contesto classe di Emanuele che racconta “per fortuna siamo in classi diverse. Nella mia mi trovo bene, tutto succede negli spazi comuni come la mensa o la sera quando siamo in stanza al piano. Mi sono confidato con il mio compagno di banco che mi vedeva pensieroso e triste ed è lui che mi ha consigliato di chiamarvi perché quando faceva le medie nella scuola del suo paese aveva partecipato ad un vostro laboratorio. Ho anche paura che gli educatori e il Preside se la prendano con me perché ho cercato aiuto fuori”.

L’operatrice tranquillizza Emanuele spiegandogli che l’obiettivo di Telefono Azzurro non è quello di attribuire delle responsabilità bensì di lavorare in sinergia con il collegio per favorire un clima positivo e di rispetto reciproco tra i ragazzi. Questo affinché la scuola torni ad essere, per Emanuele e i compagni, non solo un luogo di formazione ma anche di condivisione di esperienze positive tra pari. Si propone quindi al ragazzo che sia Telefono Azzurro a contattare il Preside del collegio frequentato, attraverso ed in collaborazione con il MIUR, per condividere la situazione raccontata da Emanuele, gli episodi, il suo disagio ed i suoi timori e per riuscire a far sì che la scuola e il collegio possano costituire per Emanuele e l’intera classe un’esperienza non soltanto formativa ma anche educativa in cui sperimentare relazioni improntate all’amicizia, rispetto e collaborazione.

Il Preside conferma di essere a conoscenza di alcuni episodi avvenuti nei mesi precedenti ma di non averne compreso il perdurare e l’impatto così negativo su Emanuele.

Di concerto con il MIUR e il Collegio, Telefono Azzurro propone attività educative di sensibilizzazione al fenomeno del bullismo nelle classi interessate, raccogliendo una grande partecipazione da parte dei ragazzi che hanno contribuito con molta positività ed attenzione. La maggior parte di loro si è messa in gioco con interventi appropriati ed esprimendo i propri vissuti; le attività proposte hanno fatto emergere la capacità dei ragazzi di confrontarsi ed esprimere le proprie opinioni, e di rispettare al contempo i punti di vista e le emozioni dei compagni. A detta dei ragazzi, gli interventi proposti li hanno aiutati a comprendere meglio come gestire le relazioni, anche quelle più difficili, con rispetto e tolleranza. A distanza di qualche tempo, anche il Preside del Collegio ci informa che il clima di classe è diventato più sereno e che il senso delle attività proposte è stato elaborato – seppur in tempi diversi – dalla maggior parte dei ragazzi.