Caffo: «Il silenzio si spegne il futuro dell’infanzia»

Pubbichiamo l'editoriale con cui il Presidente di Telefono Azzurro, Ernesto Caffo, presenta il nuovo numero di Azzurro Child, che dedica la copertina e un grande approfodimento al tema della violenza contro l'infanzia e l'adolescenza.

 

Aprile è da sempre, per Telefono Azzurro, un mese importante. Un mese durante il quale vogliamo che l’infanzia e l’adolescenza irrompano con tutta la loro bellezza e vitalità, ma anche con i pro- blemi e i pericoli che ancora la affliggono, al centro della scena. Per ribadire, con forza e convinzione, una banale evidenza: i bambini sono il nostro futuro, la tutela e la promozione dei loro diritti è un investimento sui diritti di tutti. Per questo promuoviamo in tutte le occasioni e in tutte le sedi questi diritti, mettendo a disposizione intelligenze, risorse, esperienze per accompagnare bambini e adolescenti ad affrontare le tante sfide della vita in una società in profondo cambiamento. Un cambiamento che rischia di calpestare, o quanto meno di “scordarsi”, di questi diritti.

È partendo da questo sguardo in avanti che abbiamo deciso di riportare al centro dell’attenzione un tema su cui Telefono Azzurro è impegnato fin dalla sua nascita. Quello - durissimo, drammatico - della violenza e degli abusi su bambini e adolescenti. I numeri che escono dalle analisi del nostro Centro di Ascolto sono preoccupanti. Ogni quattro contatti stabiliti da bambini e adolescenti con i nostri operatori delle linee di ascolto, uno denuncia un caso di violenza. Un mondo oscuro che fatica a trovare spiragli attraverso i quali raccontarsi, e genera ferite che durano per sempre: la violenza, in particolare la violenza che avviene tra le pareti domestiche, la più feroce e dolorosa. impedisce a un bambino di crescere in modo equilibrato e sano, lo blocca nell’espressione della propria perso- nalità e nella realizzazione di una normali vita di rapporti e relazioni. Stringe nodi che è poi complicatissimo sciogliere, nel corso della vita adulta.

Per questo abbiamo voluto lanciare una grande campagna di attivazione e di sensibilizzazione, attraverso la quale chiamiamo tutti a rompere finalmente il silenzio su questa condizione drammatica di disagio e di solitudine che purtroppo coinvolge e ferisce ogni giorno migliaia di bambini e adolescenti. “Non stiamo zitti” vuol dire far sentire a tutti i bambini che vivono in una condizione di violenza che non sono soli, che intorno a loro c’è qualcuno - e vogliamo che siano tanti - che dicono “no” a questo stato di cose.
Noi lo diciamo da sempre, e da sempre siamo impegnati con i nostri canali di ascolto - le linee telefoniche, ma anche le chat e i nuovi stru- menti digitali - per rompere questo silenzio in maniera concreta, 24 ore su 24, 365 giorni all’anno. Ma ancora non basta: è necessario che questo impegno diventi l’impegno di tutti. Occorre che l’ascolto dell’infanzia - dei suoi drammi, dei suoi bisogni, ma anche delle sue aspirazioni - diventi un patto di civiltà tra tutti coloro che credono davvero nella possibilità di costruire un futuro migliore.