DOMANDA. I numeri dei report più recenti dicono che il dramma dei minori scomparsi non accenna a calare, ed è un fenomeno globale. A fronte di questa situazione, nell'ultimo anno sono state messe in campo risposte coordinate, efficaci e - appunto - globali per dare una risposta concreta? Può fare qualche esempio pratico?

RISPOSTA. Nonostante il numero di minori in arrivo in Europa e le scomparse di minori stranieri siano in costante e preoccupante aumento, purtroppo al momento manca una strategia efficace per la prevenzione e la risposta alle scomparse a livello nazionale ed europeo. Le iniziative più interessanti sono quelle che incontriamo a livello locale, dove certe comunità elaborano delle strategie che si stanno dimostrando efficaci, e possono essere d’ispirazione per altre realtà. Un esempio sono i protocolli di intesa tra forze di polizia, centri di accoglienza, il servizio tutori e il gestore della linea 116 000, che includono training reciproci, chiara suddivisione di ruoli e responsabilità tra le parti coinvolte e momenti di valutazione della cooperazione. Un altro esempio sono iniziative che permettono una raccolta dati sui minori non accompagnati finalizzata alla tutela, poiché spesso i soli dati disponibili sono quelli raccolti per supportare la richiesta di asilo. È importante avere un quadro completo della situazione del minore e un sistema che permetta uno scambio di informazioni più veloce ed efficace tra parti coinvolte nella sua tutela. Sfortunatamente spesso queste rimangono iniziative legate a una realtà locale, e non si trasformano in strutture e procedure adottate omogeneamente sul territorio nazionale. Anche a livello europeo manca un piano dedicato alla tutela dei minori migranti e dei loro diritti. Il piano europeo sui minori non accompagnati è arrivato a conclusione nel 2014. Nonostante un suo successore sia stato annunciato nell’Agenda per la Migrazione pubblicata dalla Commissione, benchè malauguratamente solo in una nota a piè pagina, ad oggi non è ancora stato finalizzato alcun documento di questo genere. Sono però in revisione molti strumenti legislativi europei, che hanno un impatto diretto sulla tutela dei minori migranti, e stiamo lavorando affinchè questi testi rafforzino il rispetto dei diritti di ogni minore.  


Che ruolo ha giocato il network di MCE, e quali proposte, per combattere i fenomeni legati alla scomparsa, come la tratta, lo sfruttamento ecc?
Le organizzazioni nel nostro network hanno avuto un ruolo centrare per aprire gli occhi della società e delle autorità su questi fenomeni davvero preoccupanti. Queste organizzazioni lavorano ogni giorno per far si che ogni minore, indipendentemente dalla sua situazione o dalla sua origine, sia protetto dai pericoli per la sua incolumità, e da troppi anni sono testimoni di un trattamento differente del caso di scomparsa quando si tratta di un minore non europeo. Il nostro network è determinato a cambiare questa situazione, attraverso la formazione dei professionisti coinvolti, campagne di informazione e supporto alle forze di polizia, specie dei casi internazionali. I risultati del loro lavoro si stanno vedendo chiaramente, e sempre piu spesso le autorità si rivolgono al nostro network per migliorare la prevenzione delle scomparse. Il network Europeo delle linee per i bambini scomparsi viene coinvolto da anni in casi internazionali di scomparsa di minori, e spesso ha avuto un ruolo fondamentale nella risoluzione di questi casi. Questo network può essere una risorsa importantissima nei casi di tratta di bambini.

Il fenomeno migratorio ha aumentato in maniera esponenziale l'arrivo in Europa di minori stranieri non accompagnati. Dopo i primi mesi di incertezza (e di impreparazione), l'Europa è riuscita a mettere in campo strumenti e metodi d'accoglienza positivi ed efficaci?
Quando parliamo di accoglienza, bisogna sempre tenere a mente che la responsabilità nel garantire il rispetto degli standard di accoglienza europei è degli Stati Membri. Però c’è da precisare che, l’Unione Europea non ha mai lasciato gli Stati gestire questa crisi da soli, nonostante la narrativa politica spesso affermi il contrario. L’UE ha messo a disposizione moltissimi fondi per assicurare accoglienza e integrazione, e una grossa fetta è stata destinata ai paesi ai confini dell’UE, come Italia e Grecia. Basti pensare che sono stati stanziati 200 mln€ per gli Stati Membri maggiormente coinvolti, da utilizzare tra 2014 e 2020, e questa è solo una parte dei fondi stanziati per l’accoglienza. Purtroppo la situazione in molti stati è ancora lontana dall’essere ottimale, nonostante l’Europa sia meta di rifugiati da anni per via dei conflitti in stati non cosi lontani da noi, e nonostante la crescente quantità di fondi messi a disposizione.

Quale ruolo ha svolto e sta svolgendo il non profit, e il network di MCE in particolare, per affiancare le istituzioni EU e nazionali nel dare risposte ai bisogni dei minori migranti?
Missing Children Europe ha coordinato un progetto chiamato SUMMIT, incentrato sull’individuazione di buone prassi per la prevenzione di scomparse e la formazione delle parti coinvolte su una migliore collaborazione. L’intento di questo progetto, co-finanziato dall’Unione Europea, era quello di creare del materiale formativo direttamente utilizzabile da forza di polizia, centri di accoglienza, tutori e linee per i minori scomparsi, sulla prevenzione e la risposta alla scomparsa di un minore non accompagnato. I due risultati principali sono uno studio del fenomeno in Europa e un manuale per professionisti. Nel manuale si possono trovare moltissime prassi che hanno avuto successo in altri stati, come ad esempio una lista di elementi da tenere in considerazione per valutare il rischio che un minore possa lasciare il centro. I risultati del progetto sono scaricabili sul sito http://missingchildreneurope.eu/summit e saranno presto parzialmente tradotti in italiano. Missing Children Europe ha anche organizzato un training su questa tematica, al quale hanno partecipato 62 professionisti provenienti da 15 stati europei, in modo da assicurare la massima diffusione di questi materiali. Riteniamo che la formazione dei professionisti coinvolti sia la chiave per assicurare una maggiore tutela per i minori migranti che si trovano sul territorio europeo. Missing Children Europe è anche molto impegnata nel dialogo con le istituzioni europee durante questa fase di revisione degli strumenti legislativi, in particolare con il Parlamento Europeo e la Commissione. Ci sono alcuni punti che non ci soddifano e speriamo vengano presi in considerazione durante le negoziazioni in corso. Siamo anche stati coinvolti direttamente nella elaborazione di un documento che possa succedere al piano per i minori non accompagnati, che però non è ancora stato pubblicato.

L'Italia è, sul tema migrazioni, in prima linea. Cosa pensa delle politiche italiane di accoglienza?
Sicuramente l’Italia ha una conoscenza molto solida del fenomeno e ha sviluppato un’esperienza importante in questo campo. La situazione che ritroviamo oggi nei principali luoghi di arrivo è nettamente migliorata negli ultimi anni. Le autorità, i professionisti e i volontari coinvolti in prima linea nell’assistenza di chi arriva via mare svolgono un lavoro difficilissimo con passione e dedizione. Molti cittadini danno aiuto e supporto come possono, dando prova di umanità e apertura eccezionali. C’è però da sottolineare che ancora spesso si pensa alla gestione dell’accoglienza come una situazione emergenziale. C’è la necessità di sviluppare una strategia di accoglienza e integrazione sul medio-lungo termine e, soprattutto, di monitorare con molta piu attenzione come vengono utilizzati i fondi europei. Gli abusi perpetrati da chi ha sfruttato questi fondi per profitto personale, a discapito anche di tanti bambini, sono inaccettabili. Sappiamo anche che si sta indagando su come la criminalità organizzata e i privati perpetrino questi abusi, ma sappiamo che questi abusi stanno continuando. Chi ne soffre sono i piu deboli e i professionisti che sta facendo un ottimo lavoro ma possono contare solo su risorse limitate.

Qual è il valore aggiunto dell'attività svolta da Telefono Azzurro, membro del network MCE, su questo fronte?
La credibilità che Telefono Azzurro ha costruito negli anni nei confronti di istituzioni e autorità ha portato queste ultime a rivolgersi a Telefono Azzurro per migliorare la tutela dei minori stranieri in Italia.  Lo staff di Telefono Azzurro ha sviluppato conoscenza e esperienza in questi casi, e le linee operate da Telefono Azzurro sono strumenti di supporto per moltissime famiglie e minori in difficoltà, stranieri e non. E’ anche importante non dimenticare che essendo parte di un network europeo di organizzazioni che lavorano sulle stesse tematiche in altri paesi, Telefono Azzurro può confrontarsi con altre realtà e contare sul loro supporto in caso di necessità. Grazie a tutto ciò, Telefono Azzurro ha sicuramente un ruolo importante nell’assicurare che i diritti di ogni minore siano rispettati.