Incesti e abusi sessuali sono “normali” in alcune aree della Campania: questo è l’allarme lanciato ieri dal Garante per l'Infanzia della Regione Campania.  Se poi si allarga l’area presa in considerazione, aumenta anche il problema. Il risultato? “In Italia ci sono aree geografiche, non solo in Campania, che hanno per diversi motivi accumulato sacche di disagi, povertà e carenza di servizi dove gli abusi sessuali sui bambini e l’incesto trovano terreno fertile e vengono tollerati”. Ecco perché secondo il presidente Ernesto Caffo il Garante “ha fatto bene a segnalare il problema, anche perché nel nostro Paese su questo tema esiste un sommerso non trascurabile”.

Il Garante ha segnalato i dati relativi alla sua regione “ma il fenomeno non riguarda solo la Campania” specifica ancora il Professor Caffo “Riscontriamo situazioni simili in diverse aree delMezzogiorno, come la Calabria, la Sicilia, meno la Puglia ma sono a rischio anche quartieri più degradati di grandi aree urbane dove manca il senso di comunità, a testimonianza del fatto che non si tratta di un gap tra Nord e Sud, ma di un gap culturale. Che quindi si può creare anche fra zone diverse della stessa città”.

Le cause? Carenza di servizi e di risposte da parte dello Stato “che non fornisce sensori alle famiglie per intercettare il disagio dei minori la cui tutela, ad un certo punto, finisce con il diventare di secondaria importanza”. In queste aree la denuncia è rara “e l’intervento già tardivo  viene spesso messo in atto dalla macchina giudiziaria, più che dalla società e dalle istituzioni”. Dove le situazioni difficili vengono coperte, nascono subculture che contribuiscono a proteggere gli autori degli abusi

Come ha più volte specificato Telefono Azzurro, anche tra le pagine di questo dell'Azzurro Blog, tra il 2014 e il 2015 le richieste di aiuto per casi di abusi sessuali su bambini e adolescenti arrivate sono aumentate. In particolare, quelle arrivate al 114 Emergenza infanzia sono passate dal 5,4% del 2014 al 6,7% del 2015 e quelle alle linee di ascolto dal 2,3% del 2014 al 3,8% del 2015. “La maggior parte degli abusi sessuali segnalati  vengono messi in atto da persone conosciute (oltre il 76% dei casi della linea 19696 e oltre il 54,3% dei casi per la linea 114), per lo più appartenenti al nucleo familiare. Poi c’è il sommerso. “Dove se in una famiglia vi sono dei dubbi nessuno segnala – commenta il Presidente Caffo – a volte perché non si crede al fatto che qualcuno possa aiutare”.

"E' necessaria una maggiore consapevolezza e una più adeguata offerta di servizi. Dobbiamo essere in grado di offrire ai bambini e agli adolescenti la possibilità di chiedere aiuto attraverso la formazione”. Un ruolo importante nel contrasto e nella gestione di abusi e violenze su minori è quello del pediatra “che svolge un ruolo chiave nel percorso di crescita del bambino e rappresenta un punto di riferimento a cui l’intera famiglia si affida con fiducia”. Telefono Azzurro  ha per questo lanciato la formazione della prima rete di pediatri al mondo, contro l’abuso sui bambini per “sensibilizzare e formare i pediatri italiani a riconoscere i segnali di eventuali abusi” anche quelli inespressi.